sabato 28 dicembre 2013

VDL-2 il successore dell’ACARS in VHF


Un bel regalo di Natale ci è stato fatto dall’instancabile fucina di Patrick (F6CTE) con le prime versioni test del suo ultimo decoder Multipsk (http://f6cte.free.fr/) che contempla adesso anche la ricezione e decodifica del VDL-2 ossia il VHF Data Link - Mode 2.

Questo sistema già attivo in Europa da un pò di tempo sostituirà poco alla volta il precedente sistema ACARS fornendo migliori collegamenti in VHF in termini di volumi e di più ampia varietà di messaggi. Queste alcune delle caratteristiche tecniche più salienti, rimandando anche al link dell’amico Andrea (IK1YDE):

Channel allocation: 25 kHz 
Modulation:  D8PSK - Differentially encoded 8 Phase Shift Keying
Symbol rate: 10500 baud
Bit rate: 31500 bits/s

Ad oggi la sua decodifica era pertinenza solo di decoder professionali dal costo irraggiungibile per qualunque radio-appassionato…
A casa di un amico utilizzando una normale antenna discone, un ricevitore AR5000 e l’sdr Winradio Excalibur collegato all’uscita 10.7 dell’AOR è stato possibile ricevere e decodificare correttamente i velocissimi burst del sistema. Multipsk prevede anche la possibilità di utilizzare le chiavette FuncubePro e le più economiche RTL.
Per l’Europa la frequenza principale è la 136.975 MHz (ma ce ne sono anche altre rintracciabili in rete) e sono possibili ricezioni fino a diverse centinaia di km.

A seconda del proprio sistema di ricezione, per decodificare senza problemi il VDL-2 è necessario demodulare il segnale in USB, utilizzare una larghezza di banda di 20/25 kHz, magari invertire i canali IQ ed escludere o adattare al meglio l’AGC del ricevitore.
Ecco alcuni screen “in anteprima” in attesa che Patrick renda ufficiale e scaricabile la nuova versione.


Nello spettro in alto a sinistra dell’Excalibur sono visibili, cerchiati in rosso, i burst a 10500 baud, mentre in Multipsk è possibile monitorare nel piccolo Display (evidenziato con la freccia) il primo numero che indica il numero di trasmissioni VDL-2 rilevate mentre il secondo quello dei frames decodificati che appaiono poi nella finestra in basso in formato di stringhe oppure visualizzati graficamente in software esterni.


In questo screen l’output è stato indirizzato verso l’atlante radioamatoriale “DX Atlas”, mentre in quello che si vede nel successivo con “Google Earth” è il caotico traffico ricevuto dopo soli alcuni minuti !


A onor del vero esiste anche un altro decoder in ambiente Windows, ma è un demo a tempo e al momento non sono ancora riuscito ad avere risultati positivi. 


Si tratta del giapponese KG-VDL prelevabile al seguente link opportunamente tradotto grazie a Google: 

Io li ho provati, ora tocca a Voi !
73, Paolo Romani

VOA Radiogram, 28-29 December 2013, might be audible in Asia




This weekend, 28-29 December, begins our new broadcast Saturday at 0930-1000 UTC on 5745 kHz. The time is inconveniently early for listeners in the Americas, but it might be audible and decodable in the Asia-Pacific region and in northern Europe. Expecting that reception conditions might be marginal in these parts of the world, the program will include a VOA News item in the robust MFSK16 mode.

Because of the addition of the new transmission had to be budget-neutral, the VOA Radiogram broadcast Sunday at 1300-1330 UTC on 6095 kHz is, unfortunately, discontinued.

Here is the lineup for program 39 of VOA Radiogram, 28-29 December 2013:
  1.   1:38  MFSK16: Program preview
  2.   3:30  MFSK16: Supercomputer for bioresearch
  3.   8:08  MFSK32: ESA Gaia satellite, with image
  4. 13:58  MFSK32: Scientists predicted earthquake
  5. 21:01  MFSK64/Flmsg: Novice farmers, followed by image
  6. 25:48  MFSK32: Closing announcements

Please send reception reports to radiogram@voanews.com


VOA Radiogram transmission schedule
(all days and times UTC):
Sat 0930-1000 5745 kHz *
Sat 1600-1630 17860 kHz
Sun 0230-0300 5745 kHz
Sun 1930-2000 15670 kHz


All via the Edward R. Murrow transmitting station in North Carolina.
 

             *  Transmitter difficulties at 0930 UTC
If you tried to listen to the new Saturday 0930 UTC transmission of VOA Radiogram in 5745 kHz, thanks!
Obviously there were problems at the transmitter site.  The transmitter was off and on during the half hour, and only a few brief bits of program audio were heard until about 0953, when everything finally operated normally.

I did hear the successful part via the Netherlands SDR receiver, and so did Giuliano in Italy.

Let's hope for better luck next weekend.

Meanwhile, we still have three transmissions this weekend:

Sat 1600-1630 17860 kHz
Sun 0230-0300 5745 kHz
Sun 1930-2000 15670 kHz

Kim

Kim Andrew Elliott
Producer and Presenter 
VOA Radiogram
voaradiogram.net



eQSL del  21-22 Dicembre 2013
Scaricare la versione di Fldigi  da w1hkj.com ,  ricevitore selezionato in AM


VOA RADIOGRAM  è particolarmente interessata a ricevere rapporti di ascolto eseguiti con   apparati radio portatili comuni. Si prega di inviare i rapporti di ricezione, registrazioni, schermate  a:  radiogram@voanews.com , VOA Radiogram conferma sempre con eQSL.

SOCI  A.I.R.  sul report specificate che siete iscritti all'associazione.

Visitate il sito voaradiogram.net  troverete tutte le informazioni  

Kim Andrew Elliott

Producer and Presente








venerdì 27 dicembre 2013

Storia della registrazione magnetica in Italia - Castelli , Geloso -


di Ezio Di Chiaro

 Vorrei  parlare di un argomento vintage  forse a pochi noto come la diffusione della registrazione magnetica amatoriale  in Italia . In Germania la tecnologia  era già nota prima della guerra  e veniva utilizzata  anche per scopi politici in seguito, dopo il conflitto,  la tecnica  sarà acquisita ed esportata   in USA dando vita a grandi industrie come Ampex ma quella è un’altra  storia … a  noi interessa come avvenne la diffusione di questa tecnica fino ad allora quasi  sconosciuta In Italia.

Primo registratore a marchio Geloso G 239   1949-50

        Siamo nel 1946 la guerra è finita da poco  e c’e una gran voglia di uscire da una situazione disastrosa  di miseria  a causa del conflitto mondiale  e qui inizia la nostra storia. Come sempre queste storie iniziano in cantina questa volta  nei pressi di Milano ; i protagonisti sono dei giovani volenterosi  con tanta voglia di fare ma con scarsissimi mezzi  si sono prefissi di realizzare  un apparecchio che possa registrare la voce che in seguito chiameranno MAGNETOFONO nome depositato.
 Si tratta di due fratelli Arrigo e  Attilio Castelli,  un cugino Pino Castelli ed altri parenti  appassionati di elettronica    che cercano  di portare a termine il loro progetto  con mezzi di fortuna utilizzando   materiali e valvole  di recupero da vecchi apparecchi militari.
A volte  erano costretti a lavorare alla luce delle candele in quanto la cantina non disponeva di corrente elettrica . Dopo molti tentativi   e progetti vari riescono a realizzare un apparecchio  funzionante  che riesce a registrare  voce e suoni su un sottilissimo filo di acciaio in seguito sarà’ utilizzato  un filo speciale di   Ergon  inossidabile. Naturalmente l’apparecchio era sottoposto a continue modifiche  per ottenere il massimo delle   prestazioni . Dopo aver realizzato il prototipo  perfettamente funzionante decidono di realizzarne una piccola serie di  20  esemplari  per cominciare a saggiare il mercato per poi  commercializzarli. 
Pubblicità  Magnetofoni Castelli, apparsa sulla rivista “L’antenna – LA RADIO” Dicembre 1947
Il Magnetofono viene  presentato per la prima volta   alla fiera campionaria di Milano nel 1947 con dimostrazione ai visitatori  sul suo utilizzo; è un successone i visitatori  facevano  la fila per riuscire a  registrare la voce e poi riascoltarla; i 20 esemplari realizzati tra cui quello in mio possesso attualmente in fase di restauro   furono  tutti  venduti  alla modica cifra di Lire 450.000 di allora.
Registratore a filo costruito dalla Magnetofoni Castelli  1947
 E’ nata la MAGNETOFONI CASTELLI.Visto il successo ottenuto  decidono di iniziare la produzione in  serie   ma purtroppo non disponevano ne  di   capitali ne di   tecnologia adeguata ed ancora  meno di una rete  per la commercializzazione .
Trancia per la produzione degli “chassis” Castelli     
Una delle linee di montaggio 
A questo punto entra in scena l’ing. Geloso  con la  sua  lungimiranza:  aveva capito dai primi contatti avuti con i Castelli  che il registratore avrebbe avuto un grande sviluppo negli anni a venire e   decide di  mettere a disposizione la sua azienda, la tecnologia, un supporto finanziario oltre alla sua rete commerciale  ma con una clausola: gli apparecchi prodotti fossero a marchio Geloso  riservandogli la possibilità di inserire  la dicitura Licenza Magnetofoni Castelli .

Nel 1949 vengono commercializzati i primi registratori a marchio Geloso il primo è il G 239  era costruito per essere inserito nei grossi fonografi utilizzando la sezione radio di BF  come amplificatore  segue il modello G 240- G241- G 242- sempre a filo  ne verrà prodotto una versione speciale per la RAI .
Il registratore G240M insieme al modello G239M è il primo in assoluto dei registratori a filo prodotti dalla Magnetofoni Castelli in esclusiva con il marchio Geloso


Storia del   registratore a filo RM 180 Castelli Geloso.

RM180 catalogo del museo della Rai di Torino
RM 180  dell’amico   Radiomaratoneta.Drakebano 

Sul mio articolo su Radiorama riguardo la registrazione magnetica ho volutamente non parlato del RM 180 in quanto non esiste documentazione al riguardo ,qualche notizia verbale l’ho ricevuta dall’ing Edgardo Velicogna che fu direttore tecnico in Geloso. Lui mi confermo’ che ne furono prodotti circa 200 esemplari siglati RM180 per  la Rai dati poi in dotazioni alle proprie sedi radio regionali  la Castelli Geloso seppero sfruttare questo veicolo pubblicitario di fornitura alla Rai per continuare a produrre registratori con  l’etichetta RM 180 per clientela privata fino al 1952 .Il registratore RM 180 è identico al modello G 240 con piccolissime varianti  nato nello stesso periodo 1950-51 ambedue presentavano lo stesso problema erano sprovvisti del controllo di modulazione  spesso la registrazione risultava distornata a causa della mancanza di tale controllo ottico. 

Nel 1952 nasce il G 241 esteticamente identico con un nuovo circuito  con  valvole piu’ moderne è dotato di un semplice controllo della modulazione tramite una lampadina al neon che sotto i picchi di modulazione si innescava producendo dei bagliori. Sicuramente avrebbero potuto utilizzare un occhio Magico allo scopo ma tale soluzione risultava  costosa, e pensare che nel prototipo del 1947 di cui ne posseggo un esemplare era dotato di controllo do modulazione con una EM 34.  
Geloso G 241
Geloso G 241
Foto del Geloso G 241 che è la versione migliorata del  G 240 che poi è identico al RM180 prodotto per la Rai. Si nota benissimo sulla sinistra vicino alla manopola  Audio-Reg. la lampadina al neon che in fase di registrazione doveva lampeggiare e mai restare accesa la regolazione veniva  effettuata regolando la manopola del volume che agiva sulla sensibilità del microfono T 30. Con questa semplice modifica era molto più facile fare registrazioni ed evitare saturazioni del segnale . 

Purtroppo il filo usurava le testine  essendo il filo a diretto contatto .Non era raro che le testine venivano letteralmente segate  ma questo non solo su apparecchi Geloso - Castelli ma anche su  apparecchi di produzione USA il principio di funzionamento era identico.In seguito la Geloso essendo a conoscenza del problema decise di fornire con il registratore una coppia di testine di ricambio molto semplici da sostituire anche dal cliente.
Testine di ricambio G240M
Bobine per magnetofoni a filo di produzione Geloso e americani della WEBSTER CHICAGO
Nel 1952 viene  abbandonato il sistema a filo e  nascono i modelli  G 250 e G 252, viene utilizzato il nastro magnetico con notevoli miglioramenti qualitativi.
G. 250/N 1956
Registratore a nastro di qualità semiprofessionali dotato di una velocità di 19 cs e di enormi bobine per una autonomia di 30 minuti per lato con una risposta in frequenza di 40-12000 hz straordinaria per quei tempi.

 Pubblicità  in Brasile del G 257
                         Catalogo Castelli   1966- 69     
    G 256 Registratore a nastro con telecomando
Nel 1955 nasce il modello G 255 - G256  sono dei piccoli gioielli  il pubblico comincia a chiamarli Gelosino nomignolo che accompagnerà tutti gli apparecchi  Geloso di piccole dimensioni in seguito sarà prodotto una versione denominato ad alta fedeltà il G 258 ed il G 268 con possibilità di telecomando a filo per l’utilizzo in studi professionali   avvocati, notai , segreterie ecc…
Nella foto P.Castelli (magnetofoni Castelli)-J.Geloso-Mr. Spector (rappresentante U.S.A.) Ing. Velicogna, (nell’ufficio dell’Ing. Geloso).
 La foto si riferisce alla stipula del contratto con il rappresentante USA   della EDISON  per la fornitura di registratori Dictomater,  nella didascalia sono nominati i nomi dei personaggi della rarissima foto, mentre il foglio con la descrizione del primo registratore ed tutte le sue peripezie  mi è stato regalato dall’ing Velicogna  direttore tecnico fino al 1969 in Geloso .

Per il mercato USA viene prodotto il G 246 Dictomater completamente a transistor a marchio Edison mentre in Italia sarà commercializzato  a marchio Geloso. L’apice della produzione viene raggiunta nel 1962  con il modello G 257 esportato in tutto il mondo  dalla catena  di montaggio della Magnetofoni Castelli venivano prodotti oltre 1000 G 257 al giorno   un piccolo gioiello ad un prezzo modesto  costava di listino 29.900 lire ma con i vari sconti si comprava  a meno di 25.000 lire . A questo punto uno dei fratelli Castelli  abbandona la produzione dei registratori per intraprendere lo studio di apparecchi medicali fonda la CARDIOLINE   con stabilimento in Trentino a Cavareno  producendo anche parti per i registratori come motorini,in cc  strumenti  indicatori ecc. 
 Naturalmente nel frattempo erano nate altre aziende in Italia  che producevano registratori come la Lesa con i suoi RENAS la INCIS di Saronno la Nuova Faro la GBC ecc.. le straniere Grundig,Philips.Telefunken ecc. ma anche se di qualità a volte superiore anche di prezzo  non riuscivano ad intaccare il successo dei Geloso.
 Pubblicità  G 256  America  latina   
Bollettino Geloso n 106
Seguiranno altri modelli a transistor tipo come il G 540 - G 541 - G 680 - G 681- sarà anche realizzato il G 682 un registratore con radio FM. Siamo ormai alle soglie del 1966 si susseguono ancora altri modelli portatili a transistor G 650 - G 570 - G651- ma il mercato è in affanno. Nel frattempo  la Magnetofoni Castelli decide di produrre registratori quasi simili ai modelli Geloso con il proprio   marchio entrando in concorrenza con il marchio Geloso il sodalizio durato molti anni si rompe  creando grossi attriti tra le due aziende  ad aggravare la situazione di mercato nasce la Compat Cassetta della Philips  ormai i registratori a bobina sono  ormai alla fine. La Castelli continua a produrre registratori sia con il marchio Geloso che con il suo; realizza diversi registratori con la cassetta Philips ma ormai il mercato è in agonia surclassato anche da prodotti molto innovativi  provenienti dal Giappone e da paesi asiatici. 
Arrigo Castelli e famiglia
 Nel 1972 la Geloso chiude per una serie di problemi mentre la Magnetofoni Castelli  continua a produrre registratori anche con il marchio Remco Italia  una consociata francese ma  dopo qualche anno  chiude la produzione dei registratori vendendo la tecnologia  e parte della strumentazione e macchinari ad aziende russe   mentre continua a produrre apparecchiature elettromedicali  a marchio CARDIOLINE nello stabilimento di Vignate (MI e Cavareno). Attualmente la Cardioline  produce ancora  apparecchiature medicali,questa la storia della registrazione   magnetica amatoriale in Italia vissuta in prima persona  in quanto mi sono occupato di assistenza tecnica dal 1967 al 72   di ambedue  i marchi  Magnetofoni Castelli e Geloso.


Ezio Di Chiaro  con i ragazzi studenti di architettura del  Politecnico di Milano, erano interessati ai registratori  per una loro tesi di laurea sulla Geloso   mentre illustravo il funzionamento con il famoso VOCEMAGIC ovvero la partenza  del registratore comandato dalla voce.
246 a marchio Edison coll.  Tusini   

Geloso G257 -G 258- G268 serie alta fedeltà
Castelli  serie 2000 
Castelli   serie 4000      
 Castelli serie  3000  
Geloso G 682 registratore con radio FM. Derivato dai modelli  G 680 - G 681

Una coppia di registratore a cassetta Castelli Remco 106 e Geloso G 19/151 tecnicamente identici  ma con mobiletti diversi è uno degli esempi che portò alla fine del sodalizio tra le due aziende 
Registratore a cassetta HI-FI
                                                           Castelli     Anni settanta                                                            
Questi apparecchi sono  presenti nelle nostre case ancora funzionanti , di cui  siamo tutti affezionati, sempre  validi da usare per il radioascolto e registrare su nastro magnetico le stazioni broadcasting.

http://www.geloso.net/

Alcuni ascolti con il Drake R7 e l'Icom R71E

Pochi ascolti con il Drake R7 e l'Icom R71E, ricevitori di una certa età, ma sempre validi.


11695 24/12 2030 Radio Australia, Shepparton, Christmas function, fair
11725 24/12 2034 R. New Zealand Int. Christmas prg, weak
11755 24/12 2038 AWR, Meyerton, happy songs, Christmas prg, very good
11760 24/12 2043 R. Habana, Cuba, DXers Unlimited DX prg. good, in English.
11764.8 24/12 2048 Radio Deus è Amor, Curitiba, Brazil, religious as usual, very good!
11775 24/12 2055 Radio Algerienne, Issoudun, French, Arabic & French, ids with frequencies, closing bc, fair, QRM Dr. Gene Scott, The Valley.
11815 24/12 2100 Radio Brasil Central, Goiana, talks,  id, songs fair/good

Ant: T2FD 15 meters long. QTH: Milano

giovedì 26 dicembre 2013

Ricevitore Vintage GELOSO G4/220 un po’ di storia


di  Ezio Di Chiaro
In questo post vi racconto un po di storia del ricevitore a sintonia continua Geloso G4/220
 
Geloso G4/220
Caratteristiche Tecniche

Gamme coperte : Onde medie 0,53-1,6 MHz - Onde Corte 2,2-6 MHz; 6-9 MHz; 9-13,8 MHz;
13,5-20,6 MHz ; 20,5-30,5 MHz.
Comando sintonia : con demoltiplica   
Media Frequenza : 1900 kHz
Sensibilità : migliore di 2 μV   per 50 mV di potenza, sensibilità  per la Media Frequenza 20 μV.
Controlli : di sensibilità, di nota (pitch) di volume e di tono.
Ricezione: AM-CW (BFO).
Valvole impiegate n°9.

Altoparlante incorporato. Prese per cuffia,complesso fono e registratore. Esecuzione professionale in mobile metallico schermato. Peso totale Kg 9.

Geloso G4/220
Come nasce questo ricevitore

Raccontare la storia di questo ricevitore Geloso  G4/220 non è facile,  anche lui ha alle spalle molte vicissitudini prima di arrivare al prodotto finito  che tutti conosciamo .
La Geloso nel 1965 decide di rinnovare la linea dei TX e RX per radioamatori   allora costituita TX G4/225 con il suo alimentatore dedicato G4/226 il ricevitore  G4/215  ed il G4/218 a sintonia continua 0,5-30 MHz .Dopo indagini di quanto offriva la concorrenza internazionale  decidono di snellire le dimensioni di detti apparecchi realizzando nuovi contenitori  di dimensioni più contenute, viene disegnata una nuova scala di sintonia dando inizio alla progettazione dei circuiti ed in particolare ai nuovi gruppi per AF per TX ed RX.

Il nuovo ricevitore G4/220 , sotto il  “vecchio” ricevitore G4/218
Come sempre i progettisti sono l'amico Pippo Fontana I2 AY e Narciso Pagan I1FI a cui viene affidato il compito di sviluppare il nuovo ricevitore a sintonia continua mentre Pippo si occupa del TX e RX che daranno vita alla famosa linea “G”.
Il progetto del G4/220 nasce dalle ceneri del suo predecessore G4/218 ormai obsoleto e con qualche  problema   sulla frequenza immagine  a causa del valore della media frequenza a 467kHz.

Foto di Giuseppe Antonio Tusini
Foto di Giuseppe Antonio Tusini

Foto di Giuseppe Antonio Tusini    

Foto di Giuseppe Antonio Tusini

Foto di Giuseppe Antonio Tusini
  
Il Pagan  progetta  il nuovo gruppo N° 2627  per il G4/220, per ridurre il problema della frequenza immagine  presente sul vecchio modello G4/218 decide di utilizzare un valore di media frequenza superiore ora a 1900 kHz facendo realizzare delle apposite medie frequenze  anche per   il BFO, il resto è la solita circuiteria classica .

Ricevitori  G4/220 ,sopra un G4/216,  prove di comparazione con un RX  FRG 7
 Riguardo l'estetica si decide per un frontale che richiama il modello G4/216  mentre per il frontalino dell'altoparlante  viene ricavato sul pannello con delle righe verticale ottenute per fresatura .Iniziano i collaudi, il ricevitore va abbastanza bene  però per effetto del valore della media frequenza a 1900 kHz presenta dei buchi in gamma tra 1600 kHz  e 2,2 MHz  ma è normale come da progetto,si ottimizzano i vari circuiti e dopo vari ripensamenti sulla estetica decidono di modificare la mascherina dell'altoparlante con una griglia che sarà montata di serie nel modello definitivo ,ci sarebbero altri piccoli particolari riguardante i circuiti del RF Gain inizialmente realizzato con un commutatore a quattro posizioni ma poi viene scelto il solito sistema a potenziometro  mentre lo  S-meter  e identico a quello dl G4/ 216.
  

Schema G4/220     1° Serie


(NB  Nello schema originale Geloso della prima serie nel Bollettino Tecnico Geloso N° 107 il diodo BY126 era stato disegnato al contrario (diodo che serve a fornire la  tensione negativa per il comando RF gain  e  la   tensione  negativa  al circuito a varicap BA 102 del  BFO), in seguito nella seconda serie denominato  G1/432 fu fatta la correzione. 

In seguito il circuito viene rivisto e modificato in piccoli particolari nella alimentazione del BFO mentre vengono aggiunte altre piccole capacità nel gruppo N° 2627 ed ottimizzato nei valori diverse resistenze , questo porta alla realizzazione del modello G1/432 assemblato in un mobile RACK di dimensioni standard 19" per essere utilizzato a richiesta  nei grandi impianti di amplificazioni per l'ascolto delle gamme in onde medie e corte.


G1/432 – Pannello da 5 unità, serie “Rack” standard 19’’, nel quale è montato un ricevitore semiprofessionale G4/220 a 6 gamme, per Onde Medie e 5 Onde Corte.

Schema G4/220    2° Serie
Un mio personale giudizio su questo ricevitore è positivo nella sua semplice realizzazione ,pecca di selettività  non essendo dotato di filtri particolari, la stabilità è ottima con un pò di manico e lavorando  con il BFO si riesce a rendere intellegibile anche delle  emissioni in SSB mentre la sensibilità è buona, certo che  avrebbero potuto fare qualcosa di meglio magari inserendo un buon filtro in media frequenze o un moltiplicatore di Q  ecc..con dei costi sicuramente superiori. Questo ricevitore ora da molti desiderato ma ormai introvabile.
Milano-Stabilimento Geloso come era ,anni 60’
Milano, Sede ex Stabilimento Geloso  attualmente , nella foto   Ezio Di Chiaro

Informazioni tecniche pubblicate sul Bollettino Tecnico Geloso n 107 del 1969
  http://www.arimi.it/wp-content/Geloso/Bol107.pdf




La prima  brochura pubblicitaria del prototipo in cui vengono forniti i dati provvisori e incompleti in quanto il ricevitore era provvisto di selettività' variabile (tipo G4/216) calibratore della scala (veniva  utilizzata come oscillatore quarzato  la sezione triodo della ECH 81 in seguito soppressa) mancava il comando RF Gain in sostituzione c'era un attenuatore del segnale d'antenna a quattro posizioni il controllo di tono non era previsto e la Mascherina dell'altoparlante era ottenuta per fresatura del frontale .Non fu mai prodotto per problema di costi ,sostituito dalla versione più' economica che tutti conosciamo .
      Alcuni apparecchi  Geloso nel garage laboratorio hobbistico di Ezio Di Chiaro 

http://www.geloso.net/

73 
     Ezio

Modifiche circuito BFO di Giuseppe Balletta


Ricevitore GELOSO G4/220: RIVELATORE A PRODOTTO (Parte Prima) di I8SKG


Ricevitore Vintage GELOSO G4/220: RIVELATORE A PRODOTTO (Parte Seconda) di I8SKG


http://air-radiorama.blogspot.it/2016/10/ricevitore-vintage-geloso-g4220.html




Le recensioni del ricevitore Geloso G4/216 "La storia del Geloso G4-216 raccontata dai protagonistisi trovano a questi indirizzi :