venerdì 24 agosto 2012

Nuove postazioni di ascolto VLF.


Prosegue l'estensione dell'attività di monitoraggio a bassissima frequenza, facente parte del progetto "VLF Openlab Observatory". Alle postazioni già attive del Gran Paradiso (TO), di Cumiana (TO) e Monte Etna (le pagine degli osservatori sono raggiungibili dalla home page di www.vlf.it) si stanno affiancando in modalità di test in questi giorni le postazioni di Medicina (presso l'istituto di radioastronomia di Bologna) e Fiumicino di Romagna, nei pressi di Cesena.

Nelle nottate passate sono state catturate in contemporanea dalla stazioni di Cumiana e Bologna delle Pulsazioni geomagnetiche di tipo 1 dette SRS (strutture a Risonanza Spettrale) che traggono origine dalla fluttuazione della coda magnetica terrestre in direzione opposta al sole. Il segnale, già di per sé non di facile ricezione, è stato rilevato per la prima volta in contemporanea da due stazioni distanti oltre 300 di km tra loro.





Il segnale, compreso tra 1 e 3 Hz, e con una intensità di poco superiore ad 1 pT, è quello racchiuso nell'ovale bianco.


Renato Romero
www.vlf.it

Una J-pole per la gamma radiosonde



di Achille De Santis


Qualche anno fa ho realizzato un’antenna J-pole per le VHF/UHF. Partendo da questa realizzazione, ormai collaudata anche in trasmissione, ho voluto provarne un esemplare anche sulla gamma radiosonde, ritoccandone leggermente le dimensioni per adattarla a questa gamma. L’antenna è ottima da stazione fissa ma, date le dimensioni, ne è possibile anche il trasporto per l’uso in giornate da campo, sistemata su un palo di qualche metro. Il tutto viene realizzato con trafilato, barretta in alluminio e pochi accessori, reperibili presso i negozi di fai-da-te e nei negozi di materiali elettrici.

Vantaggi e svantaggi di questa antenna, per l’uso in gamma radiosonde, si possono riassumere così:

- Vantaggi:
  • stilo galvanicamente in corto-circuito,
  • discreto guadagno,
  • assenza di un isolatore di base,
  • buona robustezza;

- Svantaggi:
  • necessita di un po’ di pazienza nella taratura,
  • basso angolo di lancio (che fa prediligere i segnali all'orizzonte piuttosto che quelli zenitali).


Alla fine del lavoro, l’antenna ha un aspetto decoroso e risulta perfettamente sintonizzata sul centro-banda di 403 MHz con una impedenza di 50 Ohm nel punto di alimentazione senza uso di simmetrizzatore; risulta versatile ed interessante per l’ascolto in scansione sulla banda radiosonde, prima di passare all’ascolto selettivo con antenna direttiva. In figura 1 è visibile la realizzazione di una bi-banda, 145/403 MHz, comoda perché permette contemporaneamente l’ascolto delle radiosonde e la rice-trasmissione sulla frequenza monitor di 145.550 MHz.

Analisi

La J-pole è un’antenna a mezza onda con un adattatore a quarto d’onda alla base. Ne risulta una lunghezza pari a ¾ λ. Se per la bi-banda si adotta una costruzione co-lineare la lunghezza resta pari a ¾ d’onda alla frequenza più bassa, cioè sui 145 MHz. La sezione in alto sarà dedicata alle radiosonde, quella in basso sarà per i 145 MHz. Per l’alimentazione io ho usato due cavi coassiali distinti e separati ma, considerate le frequenze di lavoro, sarebbe anche possibile usare un solo cavo di discesa; io non ho provato questa soluzione ma vi esorto a farlo ed a comunicarne i risultati.

Realizzazione

Per la costruzione meccanica ci si può riferire alle foto, dove sono evidenziati i particolari dei giunti ad L, del supporto isolante dello “stub” e del punto di alimentazione, dove sarebbe meglio inserire un piccolo “passante” isolato, per evitare infiltrazioni d’acqua. Analogamente per il punto di alimentazione; se decidete di utilizzare un connettore N o VHF, usate una piastrina isolante in mylar, per evitare infiltrazioni d’acqua. Alla base, prevedete un piccolo foro di scarico per la condensa oppure lasciate aperta la base stessa. Se prevedete di usare tubi di piccola sezione evitate di forarli per inserirvi i perni passanti: l’RG58 non passerà più e, nel caso, dovrete usare l’RG174 (v. fig. 2). Potete usare delle piccole crociere esterne. Le crociere da me usate sono in acciaio, di provenienza surplus ma sembrano fatte proprio per questo uso v. fig. 2, 3, 4). Gli isolatori dello stub sono stati fatti al tornio ma è possibile trovare soluzioni diverse; basta un pezzo di Plexiglass, di Perspex o altro PVC. L’importante è che sia adatto per alta frequenza, non assorba umidità e mantenga le sue caratteristiche di buon isolante. Se non avete un negozio di PVC nelle vicinanze provate dagli artigiani di insegne luminose; sono una buona fonte di piccoli sfridi adatti allo scopo.

Materiali e componenti

  • 1 trafilato in alluminio da 2 metri, meglio se a sezione quadrata 10x10 o 20x20 mm per un facile accoppiamento con il connettore N;
  • 2 bacchette di alluminio;
  • 2 cravatte ad U per fissaggio a palo;
  • 2 metri di cavo coax RG174 o RG58 (per alimentazione);
  • 2 connettori N femmina da pannello (1 se si usa l’alimentazione comune alle due sezioni);
  • 2 collari serrafilo;
  • 2 crociere;
  • 2 distanziatori isolanti in vetroresina (per stub);
  • 2 dadi;
  • 2 isolatori passanti
  • 1 tappo in plastica, per la cima.

Quote

  • Monopolo 145 MHz: 1520 mm.;
  • Stub 145 MHz: 506 mm.
  • Monopolo 403 MHz: 547 mm.;
  • Stub 403 MHz: 182 mm.;

Misure e Collaudo

  • Analizzatore di spettro Promax AE476
  • trasmettitore a bassa potenza (100 mW) in gamma utile
  • ROS/Watt-metro VHF/UHF.
Misure effettuate in polarizzazione verticale.

Si analizza inizialmente il diagramma spettrale di risposta in frequenza; successivamente si potrebbe provare l’onda diretta e riflessa con un TX a bassissima potenza e ROS/Wattmetro, solo per verificare l’adattamento di impedenza. In alternativa si può usare un analizzatore vettoriale.
Le lunghezze variano leggermente in rapporto al materiale usato ed alla sua sezione.




Radiorama n.11 Bonus - Loop 3,6-27,5 MHz con pezzi di ricupero


Loop Magnetica da 3600 KHz a 27500 KHz a costo zero.

IK1BES Guido Scaiola

Questa loop che vi propongo è stata realizzata con tutti pezzi di recupero.
-          Il loop è composto da un cerchione di una bicicletta da uomo da 28, pari a 63 cm di diametro.
-          Una tavoletta di legno di circa cm 30X15X2, ritaglio di chissà che!!!!!!!
-          Condensatore variabile a due stadi da 400 pf con alberino demoltiplicato, recupero, forse,  di una vecchia radio a valvole.
-          Un condensatore fisso da 500 pf.
-          Due interruttori, viti e filo.
La foto 1 rappresenta il circuito elettrico dell’antenna.


Fig.1

La costruzione del loop è molto semplice, si tratta di eliminare tutti i raggi dalla ruota, e tagliare il cerchio che rimane. Cercate di tagliare in mezzo a due dei numerosi buchi, in maniera che quei buchi si possano usare per il fissaggio sulla tavola. Ora distanziate di circa 2 cm le due parti tagliate e fissate con viti da legno sulla tavola; io ho fissato il cerchio a filo di uno dei due lati più lunghi e in centro. (Fig. 2)

  
Fig.2

Ho inserito nelle viti due capicorda in maniera da poter saldare il circuito. Come è evidente dalla figura 1, il circuito è composto dai due condensatori variabili messi in parallelo con l’azionamento dell’interruttore (quello rosso nella fig. 2) , più un altro condensatore fisso anch’esso messo in parallelo ai primi due sempre per mezzo di un interruttore (quello nero della fig. 2). Il loop di accoppiamento è formato dal filo centrale del cavo TV, ripiegato a cerchio del diametro di 1/5 del loop principale, e precisamente nel nostro caso , 63/5 =12.6



Fig.3  
     
Il loop di accoppiamento è fissato nella parte diametralmente opposta a quella fissata sulla tavola di legno del loop principale tramite delle fascette da elettricista (Fig. 3). I due estremi del loop di accoppiamento sono saldati uno al centrale del cavo di discesa e l’altro alla calza, io ho usato dell’RG58, il tutto ancorato su un “francobollo” di piastrina millefori come si vede nella foto 3.


Fig. 4       



 Fig. 5 

La figura 4 mostra da un’altra angolazione il cablaggio che ho eseguito. La figura 5 mostra l’antenna nel suo insieme. Con il solo primo stadio del condensatore variabile, cioè 400 pF, l’antenna copre dai 6500 ai 27500 KHz. Con inserito il secondo stadio del condensatore variabile, cioè 800 pF, l’antenna copre dai 4500 ai 20000 KHz . Con inserito il condensatore fisso, cioè 1300 pF, l’antenna copre dai 3600 ai 5500 KHz.
Saluti a tutti da IK1BES Guido -  Savona

giovedì 23 agosto 2012

Antenne strategie in città

Di Roberto IKLRG - Boatanchors Net
Come buona parte dei radioamatori che vivono nelle città, anche io ho il problema delle antenne. Non per motivi di condominio (di cui non mi posso certo lamentare), quanto del terrazzo e dello spazio a disposizione. Non so se la foto riesce a rendere l'idea, ma tra il muretto basso e la muratura a foratini, che non assicura la stabilità necessaria ad un traliccio, il comune palo telescopico è quanto mi posso permettere… ovviamente non mancano gli amici della serie "Se abitavo io là, ma sai che facevo!", e giù progetti faraonici su torri e tralicci autoportanti, palloni frenati e filari chilometrici tra un edificio e l'altro…
Seconda parte del problema, è la superficie a disposizione, tra terrazzi privati e superfici non calpestabili, il tendere un dipolo o i tiranti non è cosa facile. Mettiamoci poi il fatto che da me il vento soffia con una forza impressionante, ed il gioco è fatto. Quindi, se voglio mettere le antenne, mi devo accontentare di sistemi filari e compromessi. Ho provato anche la verticale, ma la mia benamata Fritzel (che mi accompagnava dal vecchio qth), svettava in modo inquietante dall'alto edificio, e avvertivo l'interesse di Giove pluvio sul dimostrare quanto lui fosse bravo a centrare, al primo colpo, la mia antenna. Il vento, come dicevo, si è educatamente presentato subito, piegandomi un robusto palo zincato e abbattendo il mio dipolo rotativo tribanda e la due lenenti per i 6 metri, come biglietto da visita, qualche mese dopo l'installazione in questo nuovo qth.
Affatto demoralizzato, ho allora cambiato strategia, installando un dipolo ed una filare con un ATU (accordatore automatico (n.d.r.) da palo. Il dipolo in foto è una bellissima antenna modello Morgain per i 40 e 80 metri (che per licenza poetica chiameremo dipolo), fatta dall'amico Loris IK5GFC ( http://www.ik5gfc.com/ ) ballon compreso, mentre come ATU ho felicemente risolto con un prodotto radioamatoriale, fatto dai radioamatori, dopo la delusione avuta provando un tipo commerciale (omissis marca e modello).
Ecco dunque come si presenta si presenta il mio "aereo" (scusate la risoluzione della foto). il palo telescopico regge la Morgain (col sistema a carrucola per ammainarla nella revisione), mentre in cima noterete invece uno "scatolicchio" bianco (scatola stagna per lavori elettrici), da cui parte un filo lungo circa 12 - 15 metri, in configurazione slooper, orientata verso nord. L'ATU è collegato a terra per proteggerne l'elettronica dalle insidiose elettrostatiche.
Antenna LRG
Come dicevo, l'accordatore è progettato e costruito da radioamatori, nasce dal "genio" del team Carlo IKGMM, IKOZG e IKOTG, come progetto, e dalla disponibilità e competenza dell'amico Roberto IKXUH, per il montaggio. Si compone di due parti, l'accordatore remoto, collegato via cavo al controller, ciò quale "dialoga". Quest'ultimo, vede l'alimentazione elettrica a 12 V. per lui e l'accordatore sul palo. La caduta di corrente è scongiurata almeno per 40 metri. Nella foto che segue, il controller è visibile sopra l'R-7 della Drake.
Praticamente, una volta acceso il controller, anche l'ATU viene alimentato, quindi basta dare un portante RF (da 1 a 20 Watt) sulle frequenza su cui abbiamo scelto di operare (dai 160 ai 10 metri) e pigiare il tasto TUNE del controller, tempo cinque - otto secondi e l'ATU sarà pronto, dando un "da di da" di conferma e mostrando sul display del controller la frequenza di lavoro, il rapporto di onde stazionarie ottenuto in fase di accordo dall'ATU e la potenza RF in antenna. Al momento, il controller legge e registra solo la frequenza dove è stato eseguito il tune, quindi se dopo vi spostate non mostrerà certo quella nuova.
Controller JRJ
Il RASTU nasce per un carico di lavoro da 500 Watt PEP, ma Roberto (su richiesta degli amici), lo ha adattato ad 1 kW (abbondante). Merita una nota a parte, la precisione della testina del ROS e del Wattmetro, che (udite udite), legge in modo affidabile, il valore di picco del segnale emesso (quindi l'inviluppo in AM, dopo averne dato la RF del carrier, oppure il picco in CW e SSB).
Altra nota interessante, è che se il RASTU è spento, e l'antenna che avrete collegato all'ATU risuona in qualche frequenza, potete bypassare tranquillamente il RASTU ed usare l'aereo direttamente.
Questo il tutto, ci tenevo a segnalare questo prodotto tutto italiano perché oramai è "sul tetto" da qualche anno e fortunatamente non ha mai presentato un problema (quello commerciale si è spento dopo un paio di mesi, per una elettrostatica, e comunque ricordo ancora il tempo perso per eliminare i fastidiosi rientri di RF).
Questo è il quanto. Non ho scritto nulla di tecnico perché, oltre al fatto che non ne sarei capace (hi), potete trovare tutto sul sito di Carlo e, se interessati, scaricarvi il PDF o leggere (sempre in PDF) l'articolo pubblicato tempo fa su una rivista del settore. Il link è il seguente:
Passando ad altro, ma rimanendo sul tema delle antenne in città, è un pò di tempo che sono tra i felici possessori di un ascensore condominiale con inverter! Certamente anche qualcuno di voi avrà questa fortuna, il rumore generato è molto simpatico, e siccome ha una sua "voce" (modulata in PWM) dopo un pò si riesce a capire tra quanto si ferma l'ascensore, e magari, con un pò di allenamento, quanti piani ha fatto. Bellissimo!
Scherzi a parte… è una tragedia. Quando l'ascensore è in movimento, a secondo il tipo di inverter installato, una o più bande radio sono disturbate come da un jammer militare, con segnali che variano per chissà quali variabili, da noia a tregenda! Addirittura, data la natura del noise, mi accorgo se i tecnici hanno lasciato aperto il quadro elettrico, chiuso infatti, il disturbo si attenua. Come contromisura prenderò dei filtri di rete (380 V), da far mettere all'alimentazione dell'inverter, sperando che tamponino il problema impedendo ai fili della rete elettrica di irradiare in aria il noise.
Questo tipo di disturbo è infatti facilmente identificabile scollegando l'antenna della radio, se il disturbo smette è appunto quello di cui parliamo, altrimenti viene dalla rete e potrebbe trattarsi della telelettura dei contatori elettrici di nuovo tipo ai temibili Powerline, usati per il collegamento ADSL tra vari PC dentro casa o ufficio, usando la rete elettrica abitativa. O ancora chissà che altro…
Ho trovato una soluzione al problema, usando un "Noise Cancelling" della MFJ, esattamente il modello 1026 (foto), tra l'altro non sono un estimatore della ditta oramai completamente cinese, e quindi ero poco convinto dell'effettivo funzionamento dello strumento. Prima avevo provato marche più blasonate, sempre funzionanti sul principio dello sfasamento del segale/rumore, ma senza successo.
MFJ-1026
Ebbene rimasi davvero sorpreso quando, collegato il 1026 ai ricevitori, manovrando sui suoi comandi ottenni l'abbattimento del rumore. Come antenna di controfase, usai una longwire (leggi "pezzo di filo") posto vicino al "casotto" dell'ascensore (le antenne stanno sopra tale costruzione). Scrivo questo perché spero possa essere utile a qualche altro SWL/radioamatore colpito dalla stessa sventura.
Unico problema, il costo. Io ho avuto la fortuna di contare sul prestito dello strumento da parte di un amico, ma spendere quasi 200 € (tanto costava due anni fa), per uno strumento che comunque non assicurava il 100% del successo… mi lasciava titubante.
Se qualcuno vuole cimentarsi invece nell'autocostruzione, consiglio dunque di ripiegare su altri progetti, come questi che seguono:
E con questo ho terminato questa personale, ma non credo solo mia, situazione antenne. Col piacere di far conoscere radioamatori che progettano e costruiscono, e qualche modesto consiglio personale, che spero sia utile ad altre persone sui disturbi elettronici, cosa che temo ci darà da parlare negli anni a venire.
Un cordiale saluto. Roberto IKLRG

Il sistema AIS


Automatic Identification system
---
prof. ing. Achille De Santis



Il sistema nasce per la navigazione sotto costa, relativa alla portata della tratta radio in VHF, di circa 50 Km.
Si sfrutta il collaudato sistema APRS (Automatic Position Reporting System), ideato e sviluppato nella rete radioamatoriale.
Con l'uso di “Gateway” internet si “diffonde” il segnale oltre la portata radio VHF, nei vari Continenti.

Obbligo del sistema AIS


Dal dicembre del 2004, tutte le navi oltre le 300 TSL devono essere dotate di sistema AIS, che trasmette dati circa la nave ad ogni ricevitore dotato di sistema AIS.
Una stringa molto corta di dati ad alta velocità viene trasmessa, in alternativa, su due canali VHF nella banda nautica.

Le due frequenze usate sono: 161.975 (Marine CH 87e 162.025 (Marine CH 88) MHz.

Ogni nave diffonde la propria identità, posizione, velocità e destinazione cosicché le altre navi possono tenere conto dei suoi movimenti, usando un economico radio scanner sintonizzato sull'uno o l'altro di questi canali.


                            Ripetitore AIS (per stazione costiera)


Uso della stazione 

spaziale ISS


La stazione spaziale ISS orbita attorno alla Terra ad una quota media di 350 Km e con una velocità media di circa 7Km/sec, pari a circa un giro ogni 100 min.
Da qui l'idea di usare la ISS come Traslatore (o Transponder) per tutte le navi in transito negli oceani o, in generale, fuori dalla portata VHF delle stazioni costiere.
Una qualunque nave viene sicuramente rilevata circa ogni ora.

La ISS -  International Space Station



Decodifica dei dati   AIS

Uno specifico software, come ShipPlotter, girando sul vostro PC, darà la possibilità di vedere una mappa, in tempo reale, simile a una schermata RADAR di tutte le grandi navi che manovrano nella vostra area, insieme con le informazioni circa la loro destinazione, il tempo stimato di arrivo e, inoltre, le dimensioni di ogni vascello (v. sotto).



Esempio di mappa 

visualizzata con il sistema AIS



Visualizzazione da Internet


Basta andare sul sito



E si possono vedere in diretta le circa 90.000 navi presenti sul Globo. 



mercoledì 22 agosto 2012

Un'altra prova di SDR#

In queste settimane  ho provato il software SDR# ( SDR Sharp ) segnalato in precedenza in queste pagine http://air-radiorama.blogspot.it/2012/06/nuovo-interessante-software-sdr.html

Ho usato un dongle  HTDV (basato su RTL2832U e E4000) comperato in Cina qualche mese fa.
In Europa una sorgente di questi dispositivi è http://shop.sysmocom.de/products/tv28t-bulk
Info a http://sdr.osmocom.org/trac/wiki/rtl-sdr

Un esempio di ascolto di 2 MHz della banda FM al Lido di Venezia con antenna del doongle interna all'edificio a circa 4 metri sul mare.



Sono impressionato dalle prestazioni di SDR# scritto da Youssef Touil. http://www.sdrsharp.com. Il programma è in rapida evoluzione ed in queste settimane è stata aggiunta la possibilità di salvare le impostazioni di ricezione per un rapido richiamo.
SDR# è disponibile anche come sorgente e credo sia una ottima strada per dare un'occhiata a come funziona un SDR sotto il cofano ed imparare.

Esiste un gruppo Yahoo a http://uk.groups.yahoo.com/group/SDRSharp/

Qui si trova una guida
http://www.atouk.com/wordpress/
http://www.atouk.com/SDRSharpQuickStart.html

Buoni ascolti

Radiorama n.11 disponibile per il download

Numero 11 di 55 pagine scaricabile all'indirizzo :
http://www.air-radio.it/radiorama/Index.php



Passaggio ad una colonna : Come pubblicare su Radiorama


      Come pubblicare su Radiorama – Protocollo

Premesso che :

-          Onde ottimizzare la produzione, Radiorama avrà una serie di Rubriche fisse i cui Redattori devono dare disponibilità almeno per la durata di un anno.
-          Chi è interessato a collaborate come Redattore è pregato di segnalare la propria candidatura per una Rubrica di quelle finora viste su Radiorama od altra da Lui stessa proposta, con una  Email con ricevuta di ritorno a: redazione@air-radio.it
-          Non ci sono problemi di numero di pagine minimo o massimo, per cui è possibile l’inserimento di qualsiasi articolo non facente parte di Rubriche.
-          Possono inviare materiale coloro che sono in regola con la quota AIR dell’anno in corso.
-          La Redazione può dare saltuariamente accesso ad articoli provenienti da altre fonti.

Si  stabilisce che :

A)     Gli articoli dovranno pervenire solamente con le modalità indicate nel seguente Protocollo.
B)     Chi non fosse in grado di adeguarsi potrà farsi aiutare da terzi soggetti compiacenti.
Ufficialmente non dalla Redazione 
C)    Il Direttore Responsabile può decidere a suo insindacabile giudizio la pubblicazione o meno del materiale. Chiaramente è interesse pubblicare tutto ciò che è possibile, per cui il Direttore Responsabile o persona da esso delegata, in caso di problematiche, colloquierà con chi ha fornito il materiale al fine di modificarlo per renderlo idoneo agli scopi.
D)    Per garantire l’impacchettamento e la pubblicazione dei materiali, si apriranno delle finestre temporali per inviare gli articoli che vanno dal primo giorno fino al quindicesimo giorno di ogni mese.
E)     I materiali necessari per la pubblicazione di articoli (protocollo, file e quant’altro) verranno resi disponibili per il download sul sito AIR www.air-radio.it  e sulla Mailing List.
                                                               
                                    Protocollo


1)      Gli articoli dovranno pervenire nelle finestre temporali comprese tra il primo e quindicesimo giorno del mese, inviati via Email con ricevuta di ritorno a: redazione@air-radio.it
2)      Gli articoli dovranno essere impaginati secondo il facsimile in formato Word 2003 ad UNA COLONNA , disponibili per il download sul sito: www.air-radio.it  e nei file della Mailing List e poi convertiti ed inviati in formato pdf.
3)      Il carattere dei facsimili (ARIAL 11) non deve esser assolutamente variato.
4)      Gli articoli devono essere impaginati e concepiti in modo che ogni articolo abbia un numero intero di pagine. Non e’ difficile, basta variare le dimensioni delle immagini ed il periodare.
Al fondo di ogni pagina non devono esserci spazi liberi superiori ad una riga.
5)      La risoluzione e la distribuzione delle immagini dell’articolo dovranno essere tali da non    eccedere il totale di circa 100 kB per pagina, una volta convertito in pdf.
6)      In base alla sua sperimentazione pratica, il Protocollo potrà subire variazioni e quindi successive versioni che verranno pubblicate e pubblicizzate .




                                  Esempio 
     
      Avete prodotto un articolo partendo dai facsimili in Word 2003 di 13 pagine .
Convertitelo in pdf tramite ad esempio il software free “PDFCREATOR” ( VIENE VISTO COME UNA STAMPANTE E QUINDI FATE FINTA DI STAMPARE E SELEZIONATE COME STAMPANTE PDF CREATOR) .

Verificate che la lunghezza totale dei file non ecceda in linea di massima 100kB x 13 = 1300kB = 1.3 MB. E’ consentito un eccesso del 30 %  e cioè 1.69 MB.

RICORDATE CHE DOVETE MANDARE IL FILE IN PDF , ALTRIMENTI NON POTREMO USARLO . VERIFICATE CHE DURANTE LA CONVERSIONE DAL FORMATO WORD 2003 A PDF NON SI SIANO VERIFICATI PROBLEMI E VERIFICATE IL FUNZIONAMENTO DI EVENTUALI LINK AL WEB

                          I Files degli ascolti


7)      I file relativi agli ascolti dovranno essere inviati esclusivamente nel formato  EXCEL
8)      Il facsimile del file verrà reso disponibili per il download sul sito: www.air-radio.it e nei file della Mailing List.
9)      Non verranno accettati file di questo tipo privi del vostro codice di Collaboratore (Colonna dati COLL) .
10)  Al fondo del file dovranno essere specificate le condizioni operative di ascolto
( vedere il file Excel Facsimile )
11)  Le frequenze delle emittenti categoria “ PIRATE” dovranno essere fornite su un file separato
12)  Per le frequenze categoria “UTILITY” esiste un FACSIMILE leggermente diverso
13)  Gli autori si assumono la piena responsabilità del contenuto dei loro testi e rinunciano con la pubblicazione dei loro scritti e dati su Radiorama a qualunque diritto di compreso nei confronti di Radiorama e dell'AIR , nonché accettano l’insindacabile giudizio della Redazione in merito alla pubblicazione o meno .

Parziale esempio del FACSIMILE del file Excel da riempire con i dati degli ascolti categoria “BROADCASTING “



       SCALA PARLANTE



 ASCOLTI DI RADIODIFFUSIONE (Broadcasting)




















kHz
data
Paese
Stazione - dettagli
SINPO
coll






153
16/9/2011
ROU
Antena Satelor, Brasov – musiche e canti tradizionali
43444
ABr-c
162
16/9/2011
F
France Inter, Allouis – varietà
55555
ABr-c
171
16/9/2011
KAL
Radio Rossii, Bolshakovo – musica contemporanea, ID, altro
44444
ABr-c
177
16/9/2011
D
Deutschlandradio Kultur – news, entertainment
44444
ABr-c
183
16/9/2011
D
Europe 1, Felsberg – info politica interna, in Fr
55555
ABr-c
198
16/9/2011
G
BBC Radio 4, vari siti – cricket game
33333
ABr-c
207
16/9/2011
D
Deutschlandfunk, Aholming – speciale tango
44444
ABr-c
216
16/9/2011
F
Radio Monte Carlo, Roumoules – classifica campionato calcio e commenti
55555
ABr-c
225
16/9/2011
POL
Polskie Radio1, Solec Kujawski – musicale
44444
ABr-c
234
16/9/2011
LUX
RTL, Beidweiler – varietà, intrattenimento, ID
55555
ABr-c
252
16/9/2011
ALG
Radio Alger Int., Tipaza – px ion Fr, concerto jazz
44444
ABr-c
252
16/9/2011
IRL
RTE Radio 1, Clarkstown – interferita da R.Alger ma ascoltabile

ABr-c
261
16/9/2011
BUL
Radio Horizont, Vakarel – concerto musica contemporanea
43433
ABr-c
261
16/9/2011
RUS
Radio Rossii, Taldom – parlato maschile in russo
42222
ABr-c
270
16/9/2011
CZE
Cesky rozhlas 1, Topolna – musicale
55555
ABr-c