martedì 21 febbraio 2017

Italian Navy Coastal Radio Stations Award 2017




Nel mese di Marzo di ogni anno, viene disputata una gara con la partecipazione delle Stazioni Costiere della Marina Militare Italiana sparse in tutto il territorio italiano, isole comprese. Le stazioni costiere sono rappresentate con i loro nominativi in uso o che sono stati usati ai tempi della loro operatività. Vengono di fatto riproposte ad onorare la loro esistenza, nominativi speciali operanti dalle stazioni ARMI accreditate. La lista dei nominativi delle stazioni costiere è la seguente:


Per il 2017, il periodo dell'attività è stato indetto dal 4 marzo al 19 marzo 2017, per vedere il regolamento potete cliccare qui, per scaricarlo in formato PDF. La stazione Jolly è II8ICN (Napoli).

domenica 19 febbraio 2017

test per cavi dielettrici

Tempo fa non riuscivo a tarare un dipolo supportato da un pezzo di treccina di nylon ... sono impazzito mezz'ora poi ho cambiato il poliammide con lo spago in fibra naturale da imballaggi e si è risolto tutto 1:1 di ros ........  


Qualche mese fa Federico IU1FHJ ha procurato, per le prossime attivazioni /P,  una matassa di cavo di nylon ad un ottimo prezzo.

 
Purtroppo capita che nei materiali plastici in genere vi siano quantità non precisate di metalli. Soprattutto i materiali provenienti dalla Cina, a causa di inquinamenti nella lavorazione o per l'uso di materiali riciclati poco garantiti, non sempre risultano trasparenti alla radio frequenza. Per quanto sopra capitano tra le nostre mani dielettrici che dovrebbero essere tali ma nella realtà dei fatti non funzionano. Questo è dovuto al fatto che probabilmente vengono riciclati materiali di scarto. 

Per evitare che sul più bello della prossima "attivazione in portatile" i vari dipoli diano i numeri,  Federico ha effettuato un semplice test.

Ha preso un pezzetto di filo lo ha messo vicino ad un bicchiere d'acqua nel microonde ha portato ad ebollizione l'acqua.


Se il materiale è dielettrico non si scalda ... se contiene metallo diventa rovente.


In questo caso siamo stati fortunati il materiale è perfettamente dielettrico !

Per progettare meccanicamente i supporti per le filari delle HF basse vi invito a cliccare qua per conoscere (di massima) il peso dei comuni cavi che si usano per gli impianti elettrici. 
 peso dei cavi
Buoni ascolti ed ottimi DX
saluti da

IZ1KVQ           
Francesco Giordano 
sito internet     

HAARP Experiments to Get Under Way on February 20 UTC, Reports Invited




(HAARP) lancerà la sua prima campagna di ricerca scientifica da quando l'impianto è stato rilevato dalla University of Alaska Fairbanks (UAF) Istituto Geofisico 18 mesi fa.

The Luxembourg broadcast will begin as early as 6 p.m. on 19 and 20 February Alaska Standard Time (AKST) and conclude by 6:40 p.m. In Coordinate Universal Time (UTC), the broadcasts will begin as early as 03:00 on 20 and 21 February and conclude by 03:40. Tune in to 2.7 MHz or 3.3 MHz (2700 KHz or 3300 KHz), or both! The program is approximately 10 minutes in duration and will repeat until 6:40 p.m. AKST or 03:40 UTC.

http://swling.com/blog/2017/02/haarp-campaign-update-luxembourg-broadcast-artificial-aurora/

On February 20 (UTC), Alaska’s High Frequency Active Auroral Research Program (HAARP) will launch its first scientific research campaign since the facility was taken over by the University of Alaska Fairbanks (UAF) Geophysical Institute 18 months ago. UAF Space Physics Group Assistant Research Professor Chris Fallen, KL3WX, reports that he will be ready to go starting Monday, February 20, at 0330 UTC (Sunday, February 19, in US times zones). His campaign will run through February 23 (transmissions will start 1 hour later on February 22 UTC).

Fallen plans to start and stop each experiment block with an audio broadcast, transmitting AM carriers at 2.7 and 3.3 MHz, with the resulting skywave signal — the “Luxembourg Effect” — being a mix of both frequencies. He told ARRL that he will transmit a short, simple piece of music, composed locally, specifically to help demonstrate the Luxembourg effect.
Transmissions to create radio-induced airglow or “aurora” that potentially can be photographed from nearly anywhere in Alaska will take place afterward; Fallen said on February 18 that he wasn’t quite ready to announce precise frequencies for that experiment.
“Initially the airglow experiments will be a silent carrier, but if things go well the first night I may try a single AM-modulated tone to make the broadcast easier to hear,” Fallen told ARRL. He said net radiated power would be in the 2 MW range.


Fallen is working under a National Science Foundation grant. He’s posting additional information on his “Gakona HAARPoon 2017” blog. He points out that exact times, transmit frequencies, and experiment modes “are subject to change in response to a variety of factors.” Selected updates will be posted via Twitter.
Fallen encourages radio amateurs and SWLs to record the events they hear and post reports to social media or e-mail ( ctfallen@alaska.edu ) him.


 QSL  del 20/01/2008 , CW sui 7047,5 kHz, la stazione eseguiva dei test di prova via EME Alaska-Messico

sabato 18 febbraio 2017

RH2O LA RADIO ALIMENTATA AD IDROGENO

di IW4BLG Pierluigi Poggi


INTRODUZIONE

Questo articolo nasce dalla voglia di sperimentare ed innovare dello scrivente, dove per innovare intende in questo caso, fare “cose vecchie in modo nuovo”.
Da sempre le nostre radio hanno impiegato come fonte di alimentazione le classiche batterie (nelle diverse evoluzioni tecnologiche) e l’energia di rete, mentre negli ultimi anni, alcuni sperimentatori, hanno alimentato le loro radio con pannelli solari.
Il mondo dell’energia è in continua evoluzione e nuove opportunità si aprono al futuro. Una di queste, sono le celle a combustibile e proprio di come sviluppare un piccolo ricevitore alimentato ad idrogeno tramite fuel-cell parleremo in questo articolo.

LE FUEL CELLS

Una pila a combustibile (dal nome inglese fuel cell) è un dispositivo elettrochimico che genera energia elettrica direttamente da certe sostanze in assenza di alcun processo di combustione termica.
Pur cominciando a salire alla ribalta della cronaca sono in tempi molto recenti, la loro scoperta risale ai primi decenni dell’800, quando Sir William Robert Grove sulla base del lavoro teorico sviluppato da Christian Friedrich Schönbein, realizzò la prima cella a combustibile della storia in cui una miscela di idrogeno ed ossigeno in presenza di un idoneo elettrolita, produceva elettricità e come unico “prodotto di scarto”, acqua.
La piccola potenza generata fece abbandonare lo sviluppo dell’idea per quasi un secolo, quando nel 1932 il Dr. Francis T. Bacon riprese gli studi e ne comincio uno sviluppo sistematico che lo portò a dimostrarne l’efficacia all’inizio degli anni ’50 con una saldatrice alimentata da una pila a combustibile da 5 kW!
Da quel momento l’industria prese a sviluppare la tecnologia in maniera sempre più efficiente ed economica. Nella prima metà degli anni sessanta, la General Electric, produsse un sistema per la produzione di destinato alle navicelle spaziali Gemini ed Apollo della NASA.

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO

Il principio alla base delle fuel cell è quello della generazione diretta di una forza elettromotrice, a partire dalle sostanze reagenti (ad esempio idrogeno ed ossigeno) per mezzo di una reazione elettrochimica.
Il processo di generazione è “filosoficamente” simile a quanto accade nelle comuni pile elettriche in quanto l’energia chimica viene convertita direttamente in elettrica, ancorché ben diverso da un punto di vista chimico-fisico.
Il tutto è ben distinto dai consueti processi di conversione di energia quali i generatori elettrici azionati da macchine a combustione termica. In questi infatti, l’energia chimica del combustibile viene trasformata prima in calore, poi in energia meccanica ed infine in elettrica. Ad oggi, le macchine termiche generatrici più efficienti, quali le turbine a gas combinate con turbine a vapore e grandi alternatori, raramente sfiorano il 60% il rendimento globale. Come riferimento, pensiamo anche come nei motori alternativi a combustione interna delle più moderne vetture, già il solo rendimento di trasformazione in energia meccanica è spesso al di sotto del 30%.

BALUN O NON BALUN? - PROVE DI RICEZIONE CON UN PEZZO DI FILO E UNA CANNA DA PESCA


Ieri vi ho lasciato con il proposito di raccontarvi del Balun, che ho realizzato per fare queste prove.

Una trattazione esaustiva sui Balun, è una cosa complessa è lunga. Tuttavia in breve, è giusto dare alcuni cenni utili, a chi voglia realizzare un Balun per ricezione.

In primo luogo, è giusto dire che i Balun non sono tutti uguali e che i toroidi, non sono tutti uguali.

Scegliere bene il Balun ed avere il toroide giusto, è quindi fondamentale, se si vogliono ottenere buoni risultati in ricezione.

Quando si parla di Antenne Canna da Pesca, a tutti viene in mente l'Antenna RYBACOV, detta anche appunto, Antenna Canna da Pesca.

Bene, quella che vi propongo non è una antenna Rybacov, per il semplice fatto, che l'antenna Rybacov, non è l'antenna migliore per il radioascolto. L'antenna Rybacov infatti, è una antenna per la trasmissione, che copre le bande Radioamatoriali dagli 80 ai 10 metri, e usa un Un Un 4:1, realizzato solitamente con un Toroide T200-2  ROSSO, adatto a sopportare fino a 100 Watt.

Per il Radioascolto, noi abbiamo invece bisogno di una antenna, che funzioni bene, su una banda di frequenze molto più ampia. Diciamo almeno dalle Onde Lunghe, fino ai 30 Mhz. Il Balun adatto per una antenna del genere quindi, non può essere un UN UN 4:1, ma un Balun 40:1. E non deve essere realizzato con un Toroide, ma con una Ferrite in polvere di ferro, adatta a realizzare Trasformatori a larga banda, come ad esempio l'FT 114 -43.

Quella che vi propongo, anche se è lunga solo 7 Metri, è infatti una MAXIWHIP. E il Balun che ho realizzato, è un Balun in Tensione 40:1, realizzato avvolgendo sul primario, 44 spire di filo di rame smaltato da 0,4 mm, e sul secondario, 10 spire di filo ricoperto, di quello presente dentro al cavo di rete PC, tipo CAT5.

Per le istruzioni relative al Balun 40:1, vi rimando a questo post di Alessandro Capra: http://air-radiorama.blogspot.it/2013/06/come-autocostruire-un-bal-un-di.html

Per la Maxiwhip, dobbiamo invece ringraziare la genialità dell'ingegner  Claudio Re, che dopo averla messa a punto, ha regalato questa antenna eccezionale, a tutti gli appassionati: http://air-radiorama.blogspot.it/2013/10/la-maxiwhip-la-supermaxiwhip-antenne.html


Quello descritto da Alessandro Capra, è realizzato con filo molto più grosso, 1mm per il primario e 2,5 mm per il secondario. Questo, permette di ottenere una risposta di impedenza migliore su tutta la banda e perdite minori, anche se per far stare 44 spire, serve un toroide molto più grande come l'FT 140 - 43. Io avevo a disposizione solo un FT 114 - 43. Ho quindi dovuto usare del filo molto più sottile, ma per l'uso che dovevo fare per questo Test, il Balun realizzato ha dato secondo me risultati di linearità comunque buoni.

Questi in sintesi, i vantaggi offerti da questo Balun in Tensione, per una antenna per ricezione:


Antenna e discesa coassiale sono elettricamente isolate ed elettricamente cortocircuitate
Qualsiasi sia la configurazione dell’antenna (dipolo, stilo verticale) il cavo coassiale non è parte dell’antenna

Questo infine è lo schema di questa antenna, la MAXIWHIP di Claudio Re che ha le seguenti caratteristiche:
Antenna a polarizzazione verticale
Antenna isolata dai disturbi locali indotti da masse di terra comuni
Antenna bilanciata
Antenna passiva
       Antenna a larga banda
 
Nello schema della Maxiwhip, da notare i due radiali che sono fondamentali per il suo funzionamento. Nel mio caso di emergenza, non avendo i radiali, io ho collegato l'altro terminale del Balun alla presa di terra delle mie antenne.

 Concludo questa seconda parte dello Stress-Test dimostrativo, di cosa si può ricevere con un semplice filo da 7 metri, messo su una canna da pesca, con i risultati dei miei ascolti sulle bande Radiomatoriali e sulle Bande Tropicale più alte.

Bande Radioamatoriali 160 - 80 - 40 -20 Metri
Antenna Maxiwhip Verticale Canna da Pesca 7 Metri

CW chiaro e potente in 160 Metri, con un maledetto disturbo proveniente dai Lampioni dell'illuminazione pubblica a 5 Metri di distanza

Radioamatori in 80 Metri

CW, Modi Digitali, Fonia SSB, e anche Broadcasting, in 40 Metri, c'è tutto!

Moltii segnali ieri in Banda Radioamatori 20 Metri, di cui uno molto potente

11 - 13 -16 -19 - 22 Metri - Antenna Maxiwhip Verticale Canna da Pesca 7 Metri

Una conversazione in AM, in Banda CB

 Segnale pulito e forte, in Banda 13 Metri

 Sorprendenti segnali, puliti e potenti, in Banda 16 Metri

 Broadcasting in Banda 19 Metri

 Diverse Emittenti in Banda 22 Metri

Quello che volevo dimostrare con questo Test, è che anche in un appartamento, con a vostra disposizione solo una finesta, o un terrazzino, dal quale sporgere la vostra Antenna, con un semplice filo di 7 Metri, messo su una canna da pesca, si può ricevere praticamente di tutto: dalle Onde Lunghe, ai 30 Mhz. Il mio caloroso consiglio, visto il costo irrisorio di questa Antenna, è quindi di provarla, prima di perdervi d'animo, o di spendere soldi, in altre "Miracolose" Antenne :-) Buoni Ascolti!

P.S. E' ovvio che se poi la mettete sul tetto, oppure su un palo alto 5-7 Metri, e magari la fate più lunga, diciamo 10 o 12 Metri, la Maxiwhip può dare prestazioni di assoluta eccellenza.

venerdì 17 febbraio 2017

Radiorama web n.65 di 114 pagine è scaricabile gratuitamente da tutti


Radiorama web n.65 di 114 pagine è scaricabile gratuitamente da tutti :


Radiorama è una pubblicazione dedicata alla diffusione del radioascolto,nazionale ed internazionale, al mondo della radio nell'accezione più ampia del termine, avente anche la funzione di Organo Ufficiale dell'A.I.R.; è realizzata esclusivamente col contributo disinteressato dei Soci della Associazione.

Come mettere una chiavetta USB RTL in rete



ANTENNE DA BALCONE - PROVE DI RICEZIONE CON UN PEZZO DI FILO E UNA CANNA DA PESCA



Visto che questi giorni l'argomento, Antenne da Balcone è di grande attualità, ho deciso di rispolverare le mie passate esperienze, e di fare alcune prove di cosa si può ricevere, in condizioni difficili e proibitive, con una canna da pesca, e un pezzo filo da 7 metri.
Questo quindi, non è un test per misurare quali sono le prestazioni migliori, che si possono ottenere, ma piuttosto uno STRESS TEST, in condizioni estreme, per verificare se questa soluzione può essere preferibile, rispetto ad altre Antenne che si possono usare, avendo a disposizione solo un balcone , o una finestra, in un appartamento condominiale, magari addirittura al piano terra.

 Ho preso quindi la mia canna da pesca da 7 metri, che tengo insieme ad alcune altre da 10 metri, nel caso mi venga in menta di sperimentare una antenna al volo. Un pezzo di filo elettrico da circa 7 metri, e uno stativo (treppiede) da fari teatrali o set fotografici.
Per prima cosa, ho fissato il filo elettrico sulla canna da pesca, che deve essere rigorosamente in vetroresina, con del nastro di carta da carrozziere. Poi, ho fissato la canna da pesca sul treppiede, con del nastro telato robusto.


A questo punto, ho cercato una posizione per l'antenna, adatta a simulare condizioni simili, a quelle di un appartamento al piano terra, come mostrato in alcuni esempi dell'immagine iniziale, dove però la posizione delle antenne illustrate è migliore perchè sono ai piani più alti dei palazzi.
Come si può vedere, la collocazione che ho scelto è stata appositamente la peggiore possibile. L'antenna è posizionata a terra, vicino al muro della casa, a circa 1 metro, quindi completamente schermata dietro. E in alto, ci sono a poca distanza dalla sua punta, la linea elettrica dell'ENEL, e la linea Telefonica. Di fronte alla casa, anche se non si vede nella foto, a circa 5 metri, passa la linea dell'illuminazione pubblica, con i Lampioni. Una collocazione infernale direi. Vediamo ora in una serie di Screenshot, presi con SDRplay, come si comporta questa antenna, sulle varie frequenze, dalle Onde Lunghe, alle Onde Medie, alle Bande Tropicali e Radioamatoriali.
Ogni sequenza di immagini, ha all'inizio la prova del solo filo da 7 metri, senza nassun Balun, di seguito l'immagine con il Balun, e in qualche caso, anche come riferimento, la prova con le mie antenne Flag da 11 metri x 5. Che uso sempre come antenne di riferimento per tutte le mie prove, perchè sono antenne direzionali, molto pulite esenti da disturbi, e molto sensibili ai piccoli segnali DX.

ONDE LUNGHE -LW - Antenna Verticale Canna da Pesca 7 Metri




Come peraltro è normale, sulle Onde Lunghe, senza Balun i non è possibile ricevere nessun segnale




Con mia sorpresa invece, con il Balun, sulle Onde Lunghe i segnali sono presenti anche se bassi

Sulla Flag sulle Onde Lunghe, i segnali sono ovviamente puliti e più forti

ONDE MEDIE - MW -
Antenna Verticale Canna da Pesca 7 Metri

 Sulle Onde Medie senza Balun, sono comunque presenti diversi segnali, anche se immersi nel rumore generato dalla posizione dell'antenna e dalle numerose linee elettriche molto vicine.


Con il Balun, i segnali diventano più forti e anche se il rumore delle linee elettriche è sempre presente, il risultato si può considerare buono.

La Flag, ci dà sempre il riferimento di come la banda dovrebbe essere quando è pulita.

25 - 31 - 41 Metri - Antenna Verticale Canna da Pesca 7 Metri senza Balun



 E' incredibile, ma anche con un solo pezzo di filo in Verticale, su queste frequenze, si possono già ascoltare ottimi segnali
 
25 - 31 - 41 Metri - Antenna Verticale Canna da Pesca 7 Metri con Balun



Aggiungendo il Balun, su queste 3 bande i segnali delle Broadcasting diventano potenti e puliti, nonostante la linee elettriche vicine.

Sono davvero colpito, da questi primi risultati, a domani per altri ascolti sulle bande Radioamatoriali e sulle Bande Tropicali più alte. E per scoprire quale Balun ho usato per questa antenna.

Siete ancora convinti, di spendere 400 euro per una antenna, quando con 20 euro, anche in un appartamento al piano terra, potete avere più o meno gli stessi risultati? :-)

giovedì 16 febbraio 2017

Software gratis per calcolare "tutto" sulle antenne : 4NEC2

Basato come altri sul codice del famoso  NEC ( Numeric Electromagnetics Code) uno dei tanti software per calcolare "tutto" sulle antenne .
Ottima e semplice interfaccia grafica , ottima documentazione  , lezioni ed esempi .

http://www.qsl.net/4nec2/


A questo collegamento video potete fare un giro :

https://www.youtube.com/watch?v=S01SoDJxvmo