martedì 24 gennaio 2017

ANALISI della MLA-M Magnetic Loop Antenna – Multiband 3,5 a 28 MHz QRP

Incuriosito dalla pubblicazione all'indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/12/mla-m-magnetic-loop-antenna-multiband.html

e dai commenti , ho analizzato brevemente la situazione :

Caratteristiche dichiarate dal costruttore :

MLA Magnetic Loop Antenna

MLA-M antenna is suitable for 8 HF bands : 3,5 MHz; 7 MHz; 10 MHz; 14 MHz; 18 MHz, 21 MHz, 24 MHz and 28 MHz.

At indoor desktop antenna design is special tuning by two knobs without any problems and by use of two variable capacitors which works in similar way as standard Π unit. Perfect impedance optimization in 3,5 MHz - 28 MHz is achieved by OK2ER and B PLUS TV a.s. patented design.

Technical specifications:
Loop diameter: 62 cm
Dimensions: 63 x 75 x 18 cm
Weight: 2,6 kg
Input impedance : 50 Ohm
Input connector: PL
Maximum input power (according to indoor use): 10 W
Frequency range: 3,5 to 28 MHz
SWR (tuned): 1:1 max 1:1,2 

Circuito parziale : 

Diagramma SWR/Frequenza 

Commento N.1 : 
Ciao a tutti,
Non mi piace tanto il sistema usato per l'alimentazione ..
Non sono un esperto, ma ho sempre usato la tecnica della piccola spira di accoppiamento.. non vorrei in quel modo distruggere il Q di tutta l'antenna, caricandola troppo, nonostante il variabile in serie al centrale del coax (guardate le foto del pdf che c'e' nel sito, non lo schemino indicato da loro che non rispecchia la realta') .
Qualche parere ??
73 E AUGURI da ik1wvq Mauro Bernardetto

Risposta : 

I diagrammi mostrano che non ci sono problemi .
La banda passante e' stretta ( 16 KHz ) ed il Q facilmente calcolabile con la formula : Q = Fo/Bo
Dove Bo e' la banda passante dei due punti son SWR pari a 5.83 .
Q = 3518/16 = 220 
L'uso di una piccola capacita' in serie appesa sul lato caldo del loop e' uno dei tanti modi di accoppiamento suggeriti dai libri per i loop quantanche per i circuiti risonanti parallelo.
Si forma un partitore capacitivo che fa passare da bassa impedenza ( lato connettore ) ad alta impedenza ( estremo del loop ) .
Normalmente non si usa per problemi di isolamento e pericolosita' in TX .
Ma qui siamo in RX o QRP .

Commento n.2 

Non pubblicato se non qui perche' non c'e' Nome e Cognome .
Quanti "Memento" dovro 'ancora pubblicare fintanto che non se ne ricevano piu' ...hi .... ? 



Ciao, il mio parere è che possedendola, posso dirti che funziona davvero, ottima per radioascolto e sistemi digitali ma anche per comunicazioni a bassa potenza qrp.
Fabio IU8DAR 
...................................................................................................................................................................
Fabio , per farti perdonare , ci dici quanto l'hai pagata ? 


Buon acquisto o sperimentazione a tutti !

Claudio Re 



RAI 900 spenta


La Rai su 900 kHz è spenta

Australia, proteste contro la chiusura della onde corte


Cresce la protesta in Australia per la chiusura delle trasmissioni in onde corte dell'Australian Broadcasting Corporation. A contestare la decisione non sono radioamatori o ascoltatori per hobby, ma la gente che vive e lavora nelle località più sperdute dello stato continente australiano. A loro che si risparmi un po' di denaro per potenziare il DAB interessa poco. Non abitano a Brisbane o Melbourne, ma in spazi sconfinati senza FM e dove le onde medie di giorno arrivano deboli. Da quelle parti si usano le onde corte anche per telefonare in auto. Certo sono poche migliaia di persone, ma sono cittadini australiani anche loro.

Della questione si sta occupando la stampa del mondo anglosassone, di cui l'Australia fa parte.

Leggi l'articolo sul The Guardian: clicca qui
Troverai altri correlati in fondo alla pagina

TRASMETTITORE GELOSO G4/ 172 VHF/ UHF


Di Ezio Di Chiaro

G4/172  della preserie   completo di serigrafia sul frontale  (collezione Giuseppe Tusini)

Questo    trasmettitore è già stato da me descritto tempo fa’ sulla rivista Antique Radio  molto sommariamente, in seguito ho ricevuto diverse richieste da amici interessati   per una descrizione più dettagliata, ed ora un po’ di storia. Alla fine degli anni cinquanta diversi radioamatori  preparati tecnicamente iniziarono a trasmettere con apparecchi autocostruiti nella gamma VHF 144-146 MHz  i famosi due metri, in Lombardia uno dei capostipiti di questo gruppo di radioamatori era l’ing Adolfo Carminati I2 BBB di Bergamo che ho conosciuto personalmente, gli amici bergamaschi sicuramente  lo   ricorderanno   seguito da altri gruppi di   illustri   radioamatori italiani  . Quasi sempre i trasmettitori  utilizzati  erano autocostruiti  funzionanti  a  frequenza fissa dotati di quarzo,  naturalmente i collegamenti non erano  mai isonda   il che noi  giovani  SWL alle prime armi  eravamo sempre attaccati alla manopola di sintonia del ricevitore  HF + convertitore  per poter seguire i QSO.
KIT Geloso per la realizzazione di un TX per 144-148 MHz .con gruppo 4/103

Nel 1962 la Geloso visto l’interesse da parte dei radioamatori di queste nuove frequenze  mise in produzione per semplificare  l’autocostruzione   il gruppo pilota 4/103 per la gamma VHF da  144 a 148 MHz   dotato di VFO più quarzo selezionabile  a  frequenza fissa, inoltre erano  disponibili una mascherina completa di serigrafia ed altri accessori come l’indice, il portalampada, ed altre minuterie, il tutto consentiva di realizzate un buon TX solo aggiungendo  un alimentatore ed un modulatore .Il gruppo cosi concepito ottenne un ottimo successo commerciale anche all’estero il che indusse l’azienda  a sperimentare altre soluzioni per la realizzazione  di   un trasmettitore completo adatto a funzionare  in  VHF  e UHF.

Nel 1964  in occasione della mostra della radio alla fiera campionaria a  Milano veniva comunicato ufficialmente  agli OM  l’idea di realizzare un trasmettitore completo  VHF e UHF per MA e CW, la notizia fu inserita anche sul bollettino N° 91 (http://www.arimi.it/wp-content/Geloso/Bo91.pdf)  a pagina 23 ove l’ing Aldo Marinelli  spiegava  l’idea del progetto  come sarebbe stato realizzato  tecnicamente il trasmettitore .


Gruppo VFO + Quarzo 4/103 Geloso
VFO visto internamente lato componenti
VFO visto internamente lato componenti

Dopo le parole si  passò ai fatti  l’amico Pippo Fontana  I1 AY  con altri ingegneri  furono incaricati di  sviluppare il progetto tecnicamente mentre la   costruzione del prototipo fu  affidata ad una azienda esterna la ELPRO di Milano specializzata in costruzione di apparecchi professionali  la   stessa  che produceva   i convertitori a Nuvistor per la Geloso. Dopo circa tre mesi era già  pronto il prototipo funzionante ,(ora nella mia collezione)   in Geloso  fu sottoposto  ai collaudi e prove in aria  furono effettuate piccole modifiche al   modulatore e all’alimentatore per ottimizzare i circuiti, quindi veniva  dato il via alla produzione della preserie costituita da circa una decina di  apparecchi .
Le scale dedicate al VFO 4/103 prima e seconda  serie con scala centesimale in  giallo e rosso
Schema elettrico del Gruppo Pilota VFO  4/103 
Caratteristiche tecniche   dal bollettino N° 91 

Dopo qualche mese gli apparecchi  erano  pronti  ed iniziava  la consegna ai vari  distributori ufficiali e concessionari per la vendita e per  saggiare il mercato.  Il primo impatto  fu abbastanza deludente  da parte dei  radioamatori  fu oggetto di molte critiche a causa della mancanza di un VFO, veniva  contestato un peso eccessivo ,aver utilizzato solo valvole al posto di   moderni transistor  o Nuvistor ,inoltre  il prezzo richiesto risultava abbastanza elevato.

     G4/172  versione preserie vista posteriore    
G4/172   prototipo  visto da dietro si nota l’alimentatore  differente 

  G4/172  prototipo alimentatore visto da sopra
  Particolare commutatore e strumento di misura

Prototipo visto internamente 
  La sezione alimentatrice     
  I moduli visti nei particolari
           
                        I moduli e alimentatore e le valvole   visti da sopra    
         Particolari dei connettori
    
Unico  prototipo G4/ 172 della mia collezione si nota il frontale non serigrafato totalmente

Malgrado l’apparecchio  fosse  valido  tecnicamente costruito molto bene con  sistema modulare  componentistica quasi tutta professionale , venne  proposto anche con forti sconti senza risultati apprezzabili  gli apparecchi restarono  invenduti  quasi tutti  questo indusse l’azienda a cessare la produzione  e ritirare gli apparecchi .
Nel programma era anche previsto la realizzazione di un amplificatore lineare per i 144 MHz  da 70 W ma visto i risultati decise  di annullare la produzione di tutto  quanto era stato  programmato .
Bollettino Tecnico Geloso N° 91  
  Nuovi apparecchi dal Bollettino Tecnico Geloso N° 91 pagina 23
         
   Pubblicità del G4/172 di Radiomeneghel - Treviso   

GELOSO TRASMETTITORE 144 E 432 MHz mod. G4/172 

Trasmettitore 144 MHz 10 W input . Costituisce la base del trasmettitore G4/172. La parte RF comprende uno stadio oscillatore a cristallo (la frequenza del segnale d'uscita, in gamma 144-148 MHz, è determinata da un quarzo (12 MHz) che può essere facilmente sostituito, per piccole variazioni della frequenza di trasmissione) con una valvola ECF80 che, assieme. alla valvola 5686, provvede inoltre alle successive moltiplicazioni. Lo stadio finale, che eroga in antenna 6 Watt RF effettivi, monta la valvola QQE-03/12; questa tensione può essere misurata con l'indicatore sul pannello. Questo telaio porta il numero 4/181 e può venir unito al successivo 4/182 esternamente (sul pannello frontale) che rappresenta il :
Trasmettitore 432 MHz, 10 W input Il telaio 4/182 è una unità triplicatrice montata a fianco della precedente e come questo è realizzato a linee (sia per l'ingresso che per l'uscita). In particolare è stata utilizzata la polarizzazione fissa di griglia per permettere l'uso, in CW, della manipolazione sugli stadi piloti. Anche questa unità monta il circuito di misura della tensione RF d'uscita. La valvola usata è una QQE-03/20, l'uscita di questo telaio è collegata internamente all'unità modulare finale (denominata 4/183) per i 432 MHz, con potenza nominale d'uscita di 10 W; anche in questo caso viene usata una valvola QQE-03/20. L'apparecchio, costruito secondo la tecnica modulare usata per i convertitori di recente edizione è alimentato dalla rete e montato in un mobile metallico tipo professionale Geloso. Contiene inoltre un modulatore per fonia, con possibilità di modulazione al 100 % ed un alimentatore generale, con possibilità di stand-by dal ricevitore al trasmettitore e viceversa. 

   
G4/172   cartella  con tutti i dati ricavati in fase di  collaudo 

Apparato con 9 ValvoleECC81 ECC83 EL84 EL84 ECF80 5686 QQE03/12 QQE03/20 QQE03/20








 

 

In seguito gli  apparecchi i  furono   ceduti  a commercianti di materiale surplus  e svenduti nelle varie fiere  radioamatoriali  a prezzi di  quasi rottami, malgrado siano passati tanti anni qualche G4/172 lo si vede ancora  in qualche fiera accatastato insieme ad altri apparecchi in attesa di un recupero da parte  da  qualche appassionato della Nota Casa.


G4/ 172 visto a Marzaglia tra  materiale Geloso

Voglio ringraziare l’amico Giuseppe Tusini (GAT) per le foto del suo esemplare e parte della documentazione . 
   
    A presto


                   Ezio

domenica 22 gennaio 2017

PROTEZIONE AGGIUNTIVA LZ1AQ LOOP

Per chi come Claudio Re avesse riscontrato dei problemi, nella protezione delle proprie antenne attive dagli agenti atmosferici, pubblico la traduzione in italiano di un documento di LZ1AQ, che contiene molti consigli utili per la protezione delle vostre antenne.
Il problema della protezione dagli agenti atmosferici delle parti elettroniche delle antenne attive, è infatti ben noto al progettista LZ1AQ. Il quale fornisce una scatola stagna di base, che poi va adeguata alle vostre specifiche condizioni di montaggio. Certo acquistare una bella WELLBROOK ALA 1530 è più semplice. Ma ricordo che una ALA 1530 costa 3 volte e mezzo quello che costa un preamplificatore AAA1C di LZ1AQ. E ricordo che le performance offerte da una antenna ben fatta, realizzata con un Pre AAA1C , sono enormemente superiori, a quelle della Wellbrook. Non fosse altroper il fatto, che le antenne utilizzabili con l'AAA1C, sono ben 3, con polarizzazioni diverse. Certo realizzare una antenna da posizionare in esterno, è una realizzazione che va curata nei dettagli, se vogliamo che l'antenna duri nel tempo. Ma seguendo le indicazioni che troverete in questo post, non è affatto difficile. Io personalmente ho usato 2 contenitori stagni, uno dentro l'altro, ma in casi estremi se volete, potete benissimo resinare il circuito elettronico, esattamente come fa la Wellbrook. Spenderete sempre 1/3 di quello che costa la ALA 1530, e avrete una antenna migliore, fatta con le vostre mani. Non vi scoraggiate quindi e continuate a costruire le vostre antenne con le vostre mani.
Mi dispiace molto per i problemi e le disavventure incontrate da Claudio Re, ma sinceramente, viste le sue ottime prestazioni, e visto che i problemi mi sembrano perfettamente risolvibili. Non mi sembra il caso di scoraggiare la costruzione di questa ottima ed economica antenna, per problemi che nel montaggio in esterno sono ovii, e perfettamente risolvibili. Del resto, i problemi sono fatti per essere risolti. Ed ognuno di noi è qui per migliorarsi attraverso le esperienze degli altri. Un caro saluto all'amico Claudio Re :-)

Per chi volesse delucidazioni sulla costruzione dell'Antenna:  http://www.air-radio.it/radiorama/2016/Radiorama%20n.63.pdf



Ulteriore protezione degli agenti atmosferici per i dispositivi AAA-1 e VDL-1
Chavdar Levkov, LZ1AQ www.active-antenna.eu

Revisione: 1.0 29 maggio 2014
L'amplificatore AAA-1 è inserito in un contenitore stagno, contrassegnato da una classe di protezione IP55. Secondo questo  standard, esso è protetto dalla polvere e dall’acqua. Questo standard definisce che: "l’acqua spruzzata da un ugello
(6.3 mm) contro il contenitore da qualsiasi direzione, non avrà effetti dannosi. La durata della test: è di almeno 15 minuti, con volume d'acqua: di 12,5 litri al minuto ad una pressione: di 30 kPa a una distanza di 3 m "
Abbiamo fatto un semplice test – su di un contenitore nuovo, con due fili conduttori sottili, che uscivano dal lato superiore del contenitore (che simulavano i terminali dell'antenna) e un pezzo di cavo FTP che usciva dalla parte inferiore della scatola.
I fori sui tappi di gomma erano pari a 0,7 del diametro dei cavi. Il dispositivo è stato messo
sotto una forte pioggia, spruzzata da 1 m di distanza, in una vasca da bagno, per 15 minuti. La scatola era in posizione verticale, la stessa in cui viene generalmente montata sul palo. Dopo la prova, il contenitore è stato aperto, per esaminare il contenuto d'acqua penetrato all’interno. C'era una perdita d'acqua nella scatola – uno strato d'acqua molto sottile è stato trovato nella parte inferiore del contenitore, e diverse gocce d'acqua erano presenti sulle pareti della scatola! Abbiamo esaminato attentamente la causa delle perdite.
Il motivo principale era la scarsa aderenza tra la scatola in ABS e tappi in gomma. Alcuni tappi non mostrano perdite d'acqua, ma altri, hanno mostrato una certa permeabilità all'acqua.
Un ulteriore esame, ha dimostrato che le piccole imperfezioni, nei tappi e anche nel contenitore, provenienti dalla tecnologia di produzione in serie, sono la ragione di queste perdite. Inoltre, c'è anche da tenere in considerazione, la possibilità di perdite di acqua, sulla guarnizione del coperchio del contenitore, e anche dalle aperture per i bulloni di fissaggio del coperchio. Una probabile ragione di questo, è il raffreddamento termico che dà una differenza di pressione, tra l’interno e i lati esterni del contenitore. Nel nostro esperimento, l'acqua non è penetrata dalle giunzioni dei cavi attraverso i tappi di gomma.
Questo è stato un esperimento piuttosto pesante – e probabilmente corrisponde a una forte tempesta tropicale, ma la natura può sempre sorprenderci con eventi anche più forti. Dobbiamo anche tenere a mente inoltre, che durante la vita operativa del dispositivo, si prevede che la gomma si indurisca riducendo l'isolamento dall'acqua. E’ dunque  consigliabile, dotare il dispositivo di una protezione aggiuntiva alle intemperie.

1. Sigillatura
I tappi in gomma devono essere sigillati con adeguati prodotti. Abbiamo iniziato con del grasso (vaselina tecnica). Esso è meglio di nulla, ma non risolve il problema. Anche perché nen giorni caldi esso tenderà a sciogliersi e probabilmente colerà via.
Poi abbiamo comprato nella ferramenta locale alcuni prodotti impermeabilizzanti (Fig.1) e li abbiamo testati.



Sigillanti testati:
(A)             Silicone bianco universale, tipo 100E Akfix,
(B)            Silicone rosso per alte temperature 300H Akfix,
(C)            Poliuretano automobilistico tipo sigillante P645 Akfix,
(D)            Sigillante speciale polimerico grigio - tipo FT101 Henkel
(E)            Colla a caldo tipo stick –



Non abbiamo usato adesivi più forti che sono disponibili sul mercato, perchè abbiamo voluto mantenere le
giunzioni di gomma intatte, per poter permettere di sostituirle o ripararle in un secondo momento. Tutti questi prodotti sigillanti,  devono essere rimovibili in caso di manutenzione.
Abbiamo sigillato tutte le protezioni con i differenti sigillanti descritti (Fig. 2 a 12) e li abbiamo testati. La tenuta si è dimostrata solo di tipo superficiale. Anche i risultati dopo l’apertura dei tappi sigillati sono mostrati nelle foto. La presa dei vari sigillanti non è particolarmente forte, e i sigillanti possono essere rimossi completamente dal contenitore in ABS e dai gommini.








  
Fig.2, 3, 4 Silicone rosso ad alta temperatura
B polimero grigio sigillante
D (sigillato e smontato).






Figura. 5, 6, 7 Silicone universale bianco A






Figura. 8, 9, 10 Sigillante poliuretanico C




Fig.11, 12 colla a caldo tipo chiaro

Dopo la sigillatura l’impermeabilizzazione era garantita al 100%. Ecco la classifica dei diversi materiali ordinati in base alla loro efficacia su ABS e gomma:
adesione da debole a forte -- > B-A-C-D-E –> .
L'adesione più debole è quella del silicone rosso B e la migliore è stata quello della colla a caldo E.
Lo stesso sistema può essere
utilizzato per gli ingressi dei cavi (Fig.17)
La tecnica di sigillatura è abbastanza semplice - dobbiamo attentamente mettere un po’ di sigillante attorno al tappo in gomma, e poi passare con il dito per spalmare il prodotto. Non dimenticare di immergere il dito in acqua e sapone.

2. Protezione dell’amplificatore AAA-1 nel montaggio verticale.
Normalmente l'amplificatore è montato verticalmente come mostrato in Fig.13. In questo caso si suggerisce di fare quanto segue:



Fig.13 Contenitore stagno montato verticalmente

• Sigillare tutte le protezioni in gomma, come indicato nelle fasi precedenti. L'unica eccezione è il tappo di gomma in basso per il cavo FTP.
• Mettere una guarnizione in gomma (Fig.14) per la vite che fissa la scatola stagna al palo.
• Aggiungere un tubo di scarico della condensa (Fig. 15, 16) per consentire il deflusso dell'acqua.
• Sigillare i cavi dell'antenna. (Fig.18)
• Effettuare un piccolo foro (Fig.16) nel tappo di gomma del cavo FTP per lo scarico dell’acqua.
• Mettere una piccola quantità di grasso (vaselina o silicone) sulla guarnizione in gomma che si trova sulla coperchio della scatola.
• Sigillare le aperture delle viti del coperchio, dopo che la scatola è stata chiusa (Fig. 20).



Fig.14 Usare una guarnizione in gomma, per la vite che fissa la scatola al palo.




Fig.15, 16 Il tubo di drenaggio della condensa, è posto nella parte inferiore della scatola. Un tubo di plastica con diametro esterno
di 5 mm e diametro interno di 3 mm viene utilizzato per questo scopo. Un filo sottile (da 0,4 mm di diametro.) è inserito nel tubetto per ridurre gli effetti della tensione superficiale dell'acqua. In questo modo, è possibile rimuovere anche l'acqua di condensa, che si crea a causa di cambiamenti molto veloci di temperatura. Il tubo di drenaggio e il filo sono fissati con colla a caldo. Il tubo può anche essere chiuso se non è necessario.




Fig.16 Non vi è alcuna necessità di sigillare il coperchio inferiore, attraversato dal cavo FTP. Un piccolo foro può essere praticato nel tappo in gomma, vicino al foro del cavo, per il drenaggio dell'acqua.
Fig.17 Un esempio di prova della tenuta dei terminali dell'antenna. Polymer sigillante D (grigio) Silicone universale A sono stati testati. Entrambi sono buoni per questo scopo, ma l'adesione del polimero è migliore.



Fig.18 tenuta dei terminali d’antenna e protezione superiore. Questa scatola è stata ispezionata subito dopo il Test doccia.




Fig.19 I tappi laterali sono sigillati con silicone universale bianco.
Fig.20 I fori sul coperchio della scatola possono essere sigillati con gli stessi sigillanti. Non riempire il buco, basta fare uno strato superficiale. Questo strato sarà rimosso facilmente quando la scatola dovrà essere riaperta per la manutenzione dell’antenna.

L'unico punto debole nel montaggio verticale dell’AAA-1 è la guarnizione del coperchio del contenitore stagno. Anche qui, è possibile utilizzare le stesse tecniche di sigillatura illustrate in precedenza, tuttavia non è così facile, applicare queste tecniche se l'amplificatore è
montato all’interno della scatola. Io vi suggerisco, di mettere una piccola quantità di grasso (vaselina o al silicone) sulla guarnizione in gomma del coperchio, prima di chiuderlo.

3. protezione dell’amplificatore  AAA-1 montato orizzontalmente
Un esempio di montaggio orizzontale è mostrato in Fig. 21. Qui il grande vantaggio è
che il coperchio della scatola è naturalmente impermeabilizzato (e  agisce come un tetto protettivo) per questo, non vi è alcuna necessità di  sigillarlo.
Anche il tappo in gomma attraverso cui passano i terminali dell'antenna  è posto verticalmente, e questo riduce la possibilità di dispersione dell’acqua. C’è comunque la la necessità di sigillare tutti i tappi di gomma tra cui quello a lato del cavo FTP.






Figura. 21 AAA-1 montato orizzontalmente. C'è anche il tubo di drenaggio dell'acqua come nel caso precedente. Tutti tappi di gomma devono essere sigillati.
Figura. 22 Il morsetto è fissato in modo asimmetrico per lasciare il posto per i cavi dell'antenna.
Figura. 23 Il tappo in gomma e il cavo FTP sono sigillati con sigillante.

4. Protezione con box aggiuntivo
Questo è il modo migliore per proteggere l'amplificatore. In questo caso, non c'è bisogno di nessuna azione di sigillatura aggiuntiva. Ci sono alcuni contenitori per il cibo (Fig. 24) che sono ampiamente disponibili sul mercato. Il materiale è probabilmente polietilene
(PE). Queste scatole possono resistere a temperature da -25 a +80 gradi (come scritto sul fondo della scatola). Il materiale PE non è molto resistente ai raggi UV. Probabilmente la pittura nera aiuterà, ma la scatola è così a buon mercato che esse possono essere sostituite dopo diversi anni di esposizione alla luce solare.



Figura. 24 Scatole in polietilene (PE) per alimenti.

Il prezzo di queste scatole è 1-2 euro. La scatola utilizzata nel nostro esempio è di circa 140 x 190x 90 mm. Alcune semplici accorgimenti sono necessari per preparare la scatola di protezione.




Fig.25 Diversi fori devono essere praticati nella scatola - per i terminali d’antenna da 0,9 mm di diametro, per il cavo dell’antenna. I cavi dell'antenna devono passare a fatica attraverso questi fori. E’ inoltre necessario, anche un foro da 20 mm di diametro per il cavo FTP. La spina RJ45 e il cappuccio in gomma, devono passare liberamente attraverso il foro.
Altri due fori (diametro 5 mm) devono essere praticati nella parte più bassa del contenitore per il drenaggio dell'acqua.
Fig.26 La scatola di protezione è fissata al palo con 3 viti.




Fig.27 Cavi d'antenna

Fig.28 La scatola stagna del AAA-1 è montata dentro al box di protezione. Essa è fissata con una vite al centro della
scatola aggiuntiva con una guarnizione in gomma. C'è un tubo di drenaggio nel box ABS per lo scarico dell'acqua di condensa.




Fig.29 Amplificatore montato all’interno della scatola aggiuntiva.
Fig.30 Cavo FTP e braccio inferiore del dipolo (il filo nero) montati all’interno della scatola aggiuntiva.



Fig.31 Il coperchio della scatola di protezione è assicurato con cavo da pesca in nylon.




Fig.32, 33 AAA-1 montato con box di protezione aggiuntiva. Iin questo modo, l'amplificatore è protetto da qualsiasi pioggia.

La protezione con il secondo box esterno ha molti vantaggi aggiuntivi. Per esempio protegge i tappi di gomma e la scatola stagna dall’invecchiamento.

5. Proteggere il modulo VDLine
Il box utilizzato per il  dispositivo VDline (linea di ritardo variabile per gli array in fase) è dello stesso tipo
del AAA-1. Gli stessi problemi esistono e la soluzione migliore è quella di utilizzare box di protezione supplementare dello stesso tipo come mostrato in Fig.24. Qui presentiamo una possibile soluzione. La dimensione della scatola aggiuntiva, è di circa 190 x 270 x 100 mm.






Figura. 35, 36, 37 Preparare un asse di legno la cui lunghezza deve essere uguale a quella del box protettivo. La tavola di legno è fissata alla scatola VDLine con due viti.



Figura. 38 La scatola è fissata ad un palo di legno che verrà inserito nel terreno.





Fig.39 La tavola è fissata al palo tramite due morsetti universali. Altre staffe metalliche sono usate per
fissare i cavi FTP.
Fig.40 Alcuni bulloni con dadi vengono utilizzati per fissare il tutto al fine di facilitare il montaggio e lo smontaggio. Prima inserire il palo  nel terreno mediante un martello e poi montare la plancia
con la scatola.



Fig.41 La scatola di protezione è fissata a testa in giù con 2 viti alla tavola di legno. Non c'è bisogno
di chiudere il lato inferiore. Le maniglie originali della scatola sono state rimosse. La possibilità per l'acqua di entrare in questa scatola così montata è quasi pari a zero.





Fig.42 VDLine montato nel terreno. Fig.43 "vista sotto il coperchio"

Alcune regole utili:
• Usare un dito inumidito con acqua e sapone per rimuovere il sigillante in eccesso e ottenere una superficie liscia.
• La colla a caldo è l'adesivo più adattoper il PE dal momento che che si tratta praticamente dello stesso materiale plastico.
Questa tecnica è equivalente
alla saldatura termica del PE. La sigillatura del PE con altri sigillanti non è possibile.
6. Proteggere il connettore RJ45
Ci sono cappelli plastica specifici che possono essere inseriti nel connettore maschio RJ45 ma il modo più affidabile è quello di utilizzare il nastro di gomma autoagglomerante come mostrato in Fig. 44.



Fig.44 Il nastro autoagglomerante viene utilizzato per sigillare il connettore RJ45

7. Utilizzo di scatole con elevato grado di protezione
Sul mercato ci sono scatole con un più alto grado di protezione, come ad esempio i contenitori tipo IP65 o 66. (la prima cifra
identifica il grado di protezione da polveri, la seconda cifra è per la protezione dell'acqua).
Figura. 45, 46.
Le principali differenze tra queste e le scatole mostrate in precedenza sono:
• Non ci sono tappi di gomma per i terminali dei cavi. I cavi devono passare attraverso la parete della scatola con pressacavi speciali (Fig.47)
• I bulloni del coperchio sono avvitati dentro a dadi metallici saldati nella parete della scatola (Fig.48).
Questo consente al coperchio di essere fissato più saldamente e quindi di aumentare l'isolamento da polvere e acqua. Anche le pareti della scatola sono più spessi per lo stesso motivo.
• I bulloni che fissano il coperchio sono posti al di fuori dell'area protetta (Fig.48).








Fig 45, 46, 47, 48

È possibile montare il preamplificatore AAA-1 o l’unità di ritardo VDL-1 inquesto tipo di contenitori ad alto isolamento, ma per sicurezza l'utente dovrebbe comunque adottare le misure di protezione aggiuntiva descritte in precedenza. Questi contenitori infatti, non sono impermeabili al 100% e c'è sempre la possibilità
per l'acqua o per la condensa di formarsi, a causa di improvvise differenza di temperatura, tra le parti esterne ed interne. Per la scheda AAA-1 il problema è anche l'inserimento della spina RJ45 che deve essere protetta all'interno della scatola.

Rev.1.0 maggio 2014 LZ1AQ